la nostra terra

domenica 11 gennaio 2015

Il PD C'E'

La sconfitta del Centro-Sinistra alle ultime amministrative, in favore della “civica” centrista di Nicola Benedetto e Domenico Tataranno, è e rimarrà uno di quei momenti indelebili nella storia socio-politica di Bernalda e Metaponto. Una rinnovata classe dirigente da noi proposta non è stata premiata con la fiducia della maggioranza dei cittadini, causa anche il dazio da pagare per colpe del recente passato non ancora del tutto ben definite. Nonostante l’amarezza, il plebiscito che ha eletto l’attuale amministrazione ci ha fatto accettare con maturità la sconfitta. Con altrettanta maturità abbiamo accettato la tendenza della cittadinanza a voler dar tempo ai nuovi amministratori per ricevere i primi risultati positivi.

Questo perché, titoloni e campagne elettorali a parte, a noi piacerebbe che a rendere indelebile questa fase storica comunale fossero proprio i possibili risultati positivi da partorire con atti tangibili e visibili. Con nostro dispiacere però riteniamo che, a sette mesi dall’inizio di questo nuovo corso, una delle poche cose tangibili sia l’assenza di una progettualità, di una lungimiranza e programmazione dell’attuale Giunta Tataranno. Proprio l’assenza di veri atti innovativi e concreti sono la testimonianza di uno stallo che è inammissibile.
Tutti dobbiamo renderci conto, elettori inclusi, che viviamo in un contesto in cui nessuno può permettersi il lusso di dover prima imparare per anni e poi agire quando si tratta di gestire il bene e la “cosa” pubblica. A pagarne eccessivo dazio è il singolo cittadino che già quotidianamente lotta per poter tirare avanti.
Non bastano autocelebrazioni per fare il salto di qualità a fronte di una carrellata di piccoli interventi non strutturati, proroghe di affidamenti diretti, eventi culturali confusionari e mal gestiti, bilanci esclusivamente tecnici privi di qualsivoglia input politico.
Ancora punti all’ordine del giorno in Consiglio Comunale ritirati all’ultimo secondo e poi spariti, dubbi di conflitti di interesse di Assessori (Caputi e Matarazzo) poi palesati con le astensioni in consiglio comunale o assenze in Giunta e interrogazioni alla Corte dei Conti per stabilire indennità tese forse al raggiungimento di un aumento (?) su proposta di dirigenti su cui verte proprio il dubbio di conflitto di interesse.

Aggiungiamoci le difficoltà interposte nei confronti dell’opposizione, che con orgoglio siamo stati chiamati a rappresentare con 1714 voti, di recuperare documenti, verbali e dati per svolgere il legittimo ruolo di vigilanza e quando possibile anche di collaborazione. Questo è un chiaro segnale di confusione nella guida e direzione della struttura stessa. La disponibilità del Sindaco a mettere a disposizione in prima persona qualsiasi tipo di documento aggrava tale situazione. Soprattutto se poi si demanda e si scarica tutto sui capi settore appena si alza l’asticella delle richieste e delle informazioni. Si è così dato spazio a risposte di dipendenti comunali, per i consiglieri di opposizione, che andavano oltre la loro competenza tecnica invadendo il campo della politica e delle valutazioni personali. Questo clima non favorisce e non accelera la risoluzione dei problemi. E’ più che normale domandarsi: dove è andata a finire la comunione di intenti di questo nuovo corso che superava le ideologie per il bene di tutti?

Tutto ciò forse accade perché questo onnipresente (ed apparente) apartitismo locale non si traduce e proietta allo stesso modo sui livelli provinciali e regionali. Questo è dimostrato dal Presidente del Consiglio Benedetto che da noi emerge come il primo oppositore del Partito Democratico mentre a Potenza le prova tutte per raggiungere un accordo con lo stesso PD per ottenere una nomina dal Presidente Pittella.
Oppure come è dimostrato dalle recenti elezioni provinciali dove la “civica” dei consiglieri di maggioranza ha votato la lista dello stesso PD e buona parte di loro la candidata indicata dallo stesso Benedetto del Centro Democratico e di Pisticci.
A che gioco stiamo giocando? Ma sono contro o a favore dei partiti?
Non si poteva mantenere una coerenza e votare tutti insieme eleggendo un consigliere comunale di Bernalda e Metaponto visto che ne avevano le possibilità e soprattutto i numeri? Magari chiedendo un appoggio anche al PD locale, così come a livello regionale e nazionale. La verità è che finché non chiariranno il loro essere contro i Partiti e quindi contro la Politica questo atteggiamento ambiguo continuerà a fare danni tanto alla Politica che alla cittadinanza.
Non si può stare con due piedi in una scarpa!!

Noi per primi all’indomani della sconfitta abbiamo subito un momento di difficoltà, dipeso anche dalla scelta di votare una lista avversaria che alcuni dirigenti ed iscritti del PD hanno fatto. Si potevano lavare i panni in famiglia, ma il nostro è e rimarrà un Partito Democratico dove ognuno fa la sua scelta per poi trarne le somme con il senno di poi.

Dopo una serie di proposte e interrogazioni siamo e rimaniamo pronti a svolgere il nostro ruolo di seria opposizione anche in un’ottica di collaborazione rispetto ad iniziative meritevoli e nell’interesse della sola comunità. A preoccuparci non è la superficiale satira esterna o il mero uso dei “selfie” tanto adoperato da alcuni amministratori, ma questa tendenza nell’opinione pubblica ad accomunare “il voler concedere tempo ai nuovi arrivati” in un voler concedere tutto, errori madornali compresi.

A noi pare ci sia un difetto di informazione e, al netto di questo disordine politico e amministrativo, siamo noi a promuovere un nostro bilancio di questi primi mesi. Intendiamo partire dal nostro operato ed arrivare ad illustrare tutto ciò che non ha funzionato a nostro modo di vedere.
Per questi motivi e per molti altri che spiegheremo, invitiamo chiunque voglia dare un contributo alla nostra iniziativa pubblica di Sabato 17 Gennaio presso la sala incontro alle ore 19:00.

Mettiamo in campo tutti insieme il modo per ripartire realmente, noi ci siamo e ci saremo!!!



PD Bernalda e Metaponto

sabato 29 novembre 2014

Sblocca Italia: no all'art.38


Dopo il Consiglio Comunale di Bernalda e Metaponto del 14 novembre e l’incontro pubblico del 22 novembre promosso dall’associazione Laboratorio per il Bene Comune abbiamo avuto la conferma che il tema estrazioni petrolifere in Basilicata è assolutamente al centro dell’attenzione di tutti i cittadini. Siamo soddisfatti, a maggior ragione dopo la nostra richiesta di convocazione, di aver votato all’unanimità la proposta di delegare il Presidente Pittella ad impugnare l’art. 38 dello “Sblocca Italia” davanti la Corte 
Costituzionale. La posizione del PD di Bernalda e Metaponto è stata sempre molto chiara.

Pur ammettendo che si sia fatto un buon lavoro  dal punto di vista delle compensazioni economiche, siamo preoccupati e contrari alla scelta di voler avocare al Governo centrale tutte le decisioni in materia energetica. Gli enti locali, i territori e i cittadini che li compongono devono, a nostro avviso, essere protagonisti e devono poter scegliere quale futuro dare ad una Regione dove i tassi di mortalità tumorale sono inversamente proporzionali alle % di occupazione. Manca qualsiasi forma di rassicurazione sulla sicurezza dell’ambiente e della salute, soprattutto perché nessuno studio sviluppato è mai stato preso seriamente in considerazione nonostante dati lampanti e molto chiari.

Abbiamo già detto che questa è una battaglia che bisogna portare avanti mettendo da parte qualsiasi bandiera politica in nome del bene del territorio e dei cittadini, speriamo tutti facciano lo stesso. Oltre le proteste abbiamo però anche la possibilità di rilanciare su questo tema, proponendo azioni e soluzioni glocali che diano il via ad un processo di inversione di tendenza ad una società che basa il suo sviluppo esclusivamente sullo sfruttamento di risorse fossili per mantenere uno stile di vita che va profondamente rivisto. Ecco perché a breve metteremo in campo tutte le nostre idee come circolo locale.

Il Segretario e Il Coordinamento
Partito Democratico Bernalda e Metaponto

venerdì 9 agosto 2013

PD e GD chiariscono abbandono Carbone di Prima Persona

In riferimento ai fatti accaduti ieri sera durante il dibattito di apertura della Festa Democratica 2013, la sezione dei Giovani Democratici e del Partito Democratico di Bernalda,  ritiengono di dover chiarire la propria posizione al fine di evitare spiacevoli fraintendimenti. Durante il dibattito coordinato da Luca Grieco, che ha visto la presenza del Presidente Stella, del segretario regionale dei Gd Felice Tauro, del dirigente Gennaro Collocola e del segretario cittadino del Pd Ernesto Porcelli, il coordinatore cittadino del movimento “Prima Persona” Daniel Carbone ha preferito abbandonare la discussione accesa ma palesemente rispettosa dei ruoli e delle posizioni fino a quel momento espresse. A nostro avviso sarebbe stato meglio avere un atteggiamento più educato e rispettoso nei confronti del pubblico e dei relatori del dibattito, continuando ad alimentare una discussione positiva seppur basata su posizioni democraticamente differenti.
Da parte nostra c’è e ci sarà sempre la volontà di organizzare momenti di dibattito e di confronto che si esauriscano in una sintesi propositiva nei confronti della cittadinanza senza per questo pensare di essere scesi a compromessi.
Inoltre, visto il taglio dato dal coordinatore Grieco basato su uno scambio di domande e risposte con i relatori, era previsto un secondo interrogativo da rivolgere allo stesso Carbone, che avrebbe garantito lo spazio giusto per poter sviscerare i punti che riteneva inesatti.
Chiudere, invece, con un l’accusa nei confronti dei GD di avere una “visione limitata” della politica è esattamente l’antitesi del concetto di sano confronto che si voleva far emergere nella serata di ieri.

Auspichiamo che questo spiacevole episodio faccia rendere conto anche ai rappresentati locali di Prima Persona che le chiusure non sono la soluzione alle problematiche odierne; certi che l’accaduto non porterà ulteriori strascichi negativi ci auguriamo una nuova fase di dialogo disteso e costruttivo.     

venerdì 1 marzo 2013

Noi del PD di Bernalda: il dovere di fare chiarezza


Continuare imperterriti ad essere ciechi davanti al dato del voto nazionale e locale è per me qualcosa di inconcepibile, c’è un vento che ha gonfiato le nostre vele nel periodo delle primarie delle grandi città con Milano il più grande esempio di volontà di cambiamento che va recuperato. Le non esaltanti percentuali appena espresse da SEL infatti ci confermano che era la stessa base interna al PD ad eleggere candidati non del partito che meglio rappresentavano la nuova filosofia di cui abbiamo bisogno adesso e non più trascurabile.
Anche se il Sindaco del nostro paese ha scelto di prolungare la penosa agonia di una amministrazione comunale mai nata, il PD di Bernalda deve trovare la volontà, il coraggio e le energie per guardare avanti e per tentare di ricostruire un rapporto positivo con la città e con i drammatici problemi dei suoi cittadini.
So benissimo quanto sia difficile oggi, guardando al contesto nazionale e locale, parlare di un nuovo inizio, di un ritorno ad un confronto con i cittadini, ma non esistono scorciatoie se vogliamo evitare di disperdere complessivamente un patrimonio di intelligenze e di idee che abbiamo il dovere di mettere al servizio di Bernalda e Metaponto nelle forme e nei modi che decideremo insieme a tutti quelli che non hanno mai pensato che il crollo di una amministrazione comunale debba necessariamente significare la fine di una esperienza politica collettiva.
Va detto con chiarezza che non possiamo consentire più a nessuno di giocare una partita a scacchi sulla pelle del partito e della Città.
Inoltre, non possiamo e non dobbiamo più consentire a chi si è candidato alle primarie in modo irrituale  contro il deliberato della stragrande maggioranza della sezione e del gruppo consiliare del PD, di continuare ad agire come se nulla fosse accaduto trincerandosi legittimamente dietro aspetti formali ineccepibili, come quello che è stato eletto dai cittadini di Bernalda e non dal PD ( è indubbiamente vero). Suggerirei, comunque, a chi fa queste spericolate affermazioni di non eludere con tanta superficialità l’enorme questione politica che ha davanti (la sfiducia del suo partito e la inesistenza di una maggioranza politica ) e di presentarsi davvero al cospetto dei cittadini per toccare con mano il loro gradimento e la loro condivisione sulle scelte compiute, e, sopratutto, su quelle non compiute.
Le mie dimissioni sono infatti la presa d'atto cosciente di una situazione politico-amministrativa ormai irrecuperabile, certificata dai risultati delle ultime elezioni politiche. Io credo che gli elettori, gli iscritti, i simpatizzanti e gli astensionisti valutino, ora più che mai, con grande attenzione i comportamenti del partito di maggioranza relativa del centrosinistra. Per questo è necessario offrire alla loro valutazione le ragioni delle scelte da noi compiute negli ultimi mesi sino all’esito finale e che la loro proposta e le loro ragioni siano ascoltate e tenute in debita considerazione dal PD. Ciò è possibile organizzando una serie di incontri pubblici che possano ridare partecipazione democratica alla società bernaldese.
Coerentemente con quanto comunicato al sindaco già una settimana fa, il PD di Bernalda e Metaponto  non vuole e non vorrà far parte dell'esecutivo poiché allo stato, non vi è una maggioranza politica che lo sostiene. La scelta sulla composizione dello stesso è imputabile alla sola volontà del sindaco e di chi, negando la realtà, ha trovato ragioni altre per accettare di procrastinare una situazione confusa che invece esige chiarezza e coraggio nelle scelte non più incoerenti come quella appena fatta.

Angelo Troiano

Collocola: genesi di un caos cittadino!

La situszione ora diventa complessa e c'è il rischio di fare confusione.
Voglio solo ricordare alcuni passaggi cronologici che hanno visto la politica confrontarsi democraticamente e non trovare soluzioni praticabili. Il sindaco pochi giorni dopo l'insediamento della nuova consiliatura nomina la giunta affidando deleghe sia agli assessori che a tutti i consiglieri. Già in questa primissima fase si manifestano delle anomalie; due consiglieri comunali (Montesano e Viggiano) rifiutano le deleghe, la Presidenza del Consiglio e quella delle Commissioni Consiliari Permannti. La delega assegnata all'assessore Paradiso ai lavori pubblici è affiancata dalla delega ai Piani affidata al consigliere Digiorgio, mantenendo nelle mani del sindaco quella all'urbanistica. A questo punto si generano confusioni di ruolo: Chi fa cosa?
Ovvio che a sette mesi dalla nascita della Amministrazione una verifica politica aperta dalle forze di centro sinistra aveva stabilito, dopo aver discusso a lungo, che gli assessori ed i consiglieri rimettessero le deleghe nelle mani del sindaco e che attraverso 5 punti programmatici si rilanciasse l'azione Amministrativa. Il sindaco riassegna le deleghe agli assessori. Sono trascorsi 10 mesi. La giunta inizia a preparare il bilancio 2012 e l'indicazione delle forze politiche era di approvarlo entro la fine di giugno 2012. 
Nel frattempo il Partito Democratico di Bernalda, impegnato nel sostenere l'amminastrazione, apre discussioni sul tema: la prima durante la Festa Democratica e successivamente in una assemblea pubblica tenutasi nella Sala Incontro proponendo e suggerendo diverse misure che cercavano di andare incotro alla cittadinanza. Le difficoltà amministrative di tenuta della coalizione erano già larvatamente presenti, nell'area, da parte di qualcuno si vagheggiava di non votare il bilancio nel qual caso le conseguenze sarebbero state drammatiche per la città. In quelle occasioni il PD ribadì suggerimenti e misure migliorative al bilancio. Le difficoltà economiche e la crisi mondiale che imperversa davano pochi margini di manovra alla Amministrazipone che tra lo scellerato vincolo del patto di stabilità e la necessità di una nuova governance locale portarono all'approvazione del bilancio a fine ottobre sfruttando l'ultima deroga concessa agli enti locali.
A questo punto e cosi in ritardo i margini di miglioramento del bilancio si riducono drasticamente ed è proprio in questo frangente che emerge la lungimiranza delle forze politiche le quali avevano chiesto l'approvazione dello strumento finanziario in tempi utili. Infatti nulla di quello che avevamo proposto fu introdotto nel bilancio ma lo stesso fu votato con i voti unanimi del gruppo PD.I mal di pancia però continuano a serpeggiare nella intera maggioranza e a questo punto si fanno palesi quando il Circolo politico piotagora con un manifesto dove specifica di appartenere al centro -sinistra ma non professa la stessa fede in consiglio,si astiene dal votare i riequilibri di bilancio, lo stesso fanno i P.U. e il consigliere Petrocelli. Il Sindaco aveva intanto azzerato la giunta e nominato la sua Giunta Tecnica (qualcuno diceva balneare). A questo punto con una defezione in casa e una maggioranza orami spaccata il PD si mette nuovamente al lavoro per ricompattare la maggioranza uscita dalle urne. Trascorrono 7 mesi.
L'accordo mediato dalle forze politiche con in testa il PD, prevedeva una nuova giunta a 4 che avrebbe prodotto risparmio ed avrebbe anticipato le disposizioni di legge previste per la prossima Amministrazione. Un bel gesto apprezzato sicuramente dai cittadini. Accordo che per motivi ancor oggi poco chiari non viene mai firmato e sottoscritto da tutte le forze politiche. I lavori dell'Amministrazione continuano con una maggioranza divisa tanto da celebrare gli ultimi consigli comunali in seconda convocazione e vedendo ancora il Partito Democratico impegnato nel supportare il sindaco e l'amministrazione nell'interesse della città. Gli ultimi consigli comunali hanno portato inevitabilmente ad una rottura netta ed ormai insanabile nell'intero gruppo di maggioranza tanto da portare alcuni consiglieri a votare contro alcuni provvedimenti importanti per il paese.
Preso atto di questa situazione la nostra forza, all’unanimità e con i favori di Chiruzzi, ha optato responsabilmente di proporre a tutta la coalizione di fare un passo indietro, ovvero di protocollare le dimissioni di almeno 11 consiglieri comunali più quelle del Sindaco e sciogliere immediatamente il consiglio stesso. Questo passo avrebbe si portato a Bernalda e Metaponto una nuova gestione commissariale, ma l’avrebbe limitata a soli tre mesi facendoci rientrare nella tornata elettorale di maggio. Nonostante la non partecipazione di IDV e PSI, era possibile raggiungere la maggioranza qualificata ma l’altalenante posizione di Mazzei prima e l’inaspettato rifiuto dell’ultimo secondo di Galli(PD) ci hanno fatto sforare i tempi rendendo impossibile l’operazione.
Il Sindaco stesso ha voluto seguire la strada tracciata da altri piuttosto che quella del suo partito, nonostante si sia reso conto della grave inagibilità politica in cui versiamo.
Noi non potremo far altro che valutare e votare gli atti meritevoli in consiglio che di volta in volta ci verranno proposti, sperando che chi non ha voluto leggere chiaro e forte il messaggio che i cittadini ci hanno lanciato con l’ultimo voto delle politiche operi bene rispetto a questa scelta di andare avanti che ai nostri occhi mette in secondo piano il bene della comunità.

Gennaro Collocola
Capogruppo PD

venerdì 9 novembre 2012

PD chiaro nella crisi amministrativa



Sono ore delicatissime quelle che si stanno consumando in questi ultimi giorni e che hanno portato alle dimissioni del Primo Cittadino Leonardo Chiruzzi. Per questo è bene allontanare ogni tentativo di ulteriore destabilizzazione e false notizie che alimentano solo la confusione e la preoccupazione dei nostri concittadini. E’ assolutamente falso ed errato parlare di un Partito Democratico intenzionato a scaricare il Sindaco perché attanagliato da correnti interne non in grado di dialogare, i fatti raccontano altro e proprio il nostro gruppo consigliare ha permesso, insieme a PSI e SEL, l’approvazione di un Bilancio di Previsione che altrimenti sarebbe stato costruito dal Commissario Prefettizio con ben più pesanti conseguenze per le tasche di tutti noi.
Vi è stata la sola defezione dell’ex Assessore Petrocelli, primo sostenitore di Chiruzzi alle primarie, che per sue motivazioni politiche ma personali, e non condivise dalla sezione, ha deciso di assentarsi in questo momento nodale. Questo non ha aiutato il nostro circolo e la maggioranza, ma lo strappo  intravede ricuciture alla luce della volontà espressa, nelle riunioni interne, dallo stesso consigliere Petrocelli di voler sostenere una maggioranza in questa breve seconda fase.
E’ innegabile che ci sia differenza di vedute tra il PD locale e il Sindaco, ma con onestà e lealtà abbiamo sempre messo in campo pubblicamente la nostra critica costruttiva per il bene del paese e non per isolare i nostri amministratori; siamo stati gl’unici a promuovere assemblee pubbliche e incontri con temi specifici, vedi quello sul Bilancio Comunale, che però non registravano la presenza di tutti i nostri alleati che oggi però si battono per pubblicare manifesti e volantini con estremo ritardo e non utili alla ricerca di una soluzione. Anche durante la Festa Democratica abbiamo promosso dialogo e confronto mettendo a disposizione i nostri spazi, ma l’invito non è stato colto impedendo la formazione di tavoli allargati. Assenze che si sono ripetute nelle recenti riunioni di coalizione che vedevano presenti solo quattro forze politiche, ovvero PD, SEL, PSI e IDV.
Tempi e contenuti devono andare di pari passo, così come i numeri e la stabilità; già da tempo accordi stipulati con grande fatica e abnegazione venivano non rispettati nella massima assise comunale, e ritrovarsi oggi con solo otto consiglieri ad esprimere voto favorevole, essendo venuta meno anche l’Italia dei Valori, non poteva che portare all’unica reazione razionale di un Primo Cittadino: le dimissioni.
Questo è un segnale condiviso, dai noi e da chi ha sempre sostenuto con lealtà il Centro-Sinistra,  lanciato all’intera coalizione e non uno sgambetto interno; ora il gioco delle poltrone non è più possibile poiché o si ritorna tutti sul piano della buona e sana politica, a prescindere dalle postazioni e lasciando spazio a chi ha dimostrato di volersi solo ripiegare per il bene di Bernalda e Metaponto, o si torna ad interpellare le urne rivedendo programmi e alleanze.
E’ necessario inoltre un profondo cambio di registro della testa di questa amministrazione con una guida più chiara e leggibile, la governabilità passa assolutamente tramite la fiducia da riporre in chi ha dimostrato di non giocare mai sporco; inoltre il mantenimento di una giunta a quattro è necessario e imprescindibile come messaggio cristallino da dare alla comunità di non attaccamento ai ruoli. Con questa formula il PD stesso perderebbe un rappresentate, ma questo non è mai stato un problema per noi, smentendo chi come sempre ci accusa di poltronismo e come schiavi di faide interne.
Già in passato si è millantato di una frangia intransigente guidata dal trio Renna, Troiano e Collocola; oggi è giunto il momento di smetterla con l’offesa nei confronti di tutti e di chi impegna tempo personale solo per la realizzazione di progetti ed idee positive per il territorio. La tradizione di questa forza politica dimostra come per venti anni siamo stati guidati dall’unica formazione capace di rialzare le sorti di questo comune sprofondate in un dissesto dalla quale solo oggi iniziamo a liberarci; purtroppo una crisi economica e sociale di portata superiore ci penalizza e ci inchioda a problematiche annose, ma proprio per questo c’è bisogno di una amministrazione che sia in grado di guardare ai soli problemi da risolvere affinché la crisi non sia una scusa ma un motivo di maggiore impegno.
Chi ha tradito con veleni, falsità e voti contrari la fiducia di un intero gruppo oggi non è nella posizione di porre delle condizioni, continueremo nei prossimi giorni a promuovere il massimo dialogo e tentare ogni via percorribile con dignità alla ricerca dell’unica soluzione leale in grado di creare le condizioni di fluida agibilità e governabilità amministrativa.

Partito Democratico Circolo di Bernalda e Metaponto