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mercoledì 27 ottobre 2010

Troiano segretario del Pd Bernalda, soddisfazione dei Giovani Democratici

L’elezione del venticinquenne Angelo Troiano a Segretario di Circolo del Partito Democratico di Bernalda e Metaponto rappresenta un ulteriore conferma della bontà e della forza di un percorso politico intrapreso dai Giovani Democratici di Bernalda fin dalla loro nascita con le primarie del 21 Novembre 2008. Il consenso unanime di Angelo sta dentro un lungo percorso di impegno in questi anni, apprezzato da tutti, e nell’aver dato un contributo sostanziale sia alla fondazione del Pd che dei Gd di Bernalda sia all’allargamento della colazione di Centro-sinistra che oggi governa Bernalda. Ha dimostrato di saper lavorare ed ha dimostrato dedizione e maturità sotto tutti i punti di vista. Nella considerazione e valorizzazione delle migliori esperienze che dall’organizzazione giovanile provengono, questo è un riconoscimento alla qualità del lavoro, al bagaglio di esperienza, di passione e motivazioni brillanti espresse da tante ragazze e ragazzi che sempre più numerosi si avvicinano alla politica e al civismo grazie alla presenza dei Giovani Democratici. Ed è per questo che oggi l’elezione un giovane segretario alla guida del partito di maggioranza relativa nella coalizione di governo di Bernalda è il percorso naturale per un partito giovane con la grande capacità di innovare e rinnovare. Da oggi si moltiplicano le sfide per i Giovani Democratici di Bernalda che dovranno continuare a sviluppare un azione politica rivolta alle nuove generazioni che come tutti sentono il peso delle politiche negative del Centrodestra di Berlusconi su temi legati al welfare e all’istruzione senza dimenticare il mezzogiorno non solo cancellato dall’agenda politica ma calpestato e umiliato quotidianamente dagli amici leghisti del premier. Il Partito Democratico, con il fondamentale contributo e l’indispensabile presenza dei Giovani Democratici, saprà adempiere fin dai prossimi giorni ai suoi doveri principali in termini di difesa delle libertà individuate dalla Costituzione e di vicinanza ai problemi della collettività, che tanto sente la necessità di tornare a credere in determinati valori e a sentirsi comunità unità. La presenza giovane sia alla guida del Partito Democratico, con Angelo Troiano, sia alla guida del gruppo consigliare del Pd, con Gennaro Collocola, sarà garanzia di un Pd non soltanto presente ma realmente integrato all’interno della società bernaldese, capace di restituire fiducia nelle Istituzioni e credibilità alla Politica. La partecipazione può e deve essere la vera linfa del percorso unitario che il Pd ha deciso di intraprendere nel rispetto delle pluralità politiche e culturali che rappresentano la grande ricchezza del nostro partito. Potenza lì, 26/10/2010
Luca Vitarella
Responsabile Organizzazione Gd Basilicata
Segretario Gd Bernalda

Intervento Congresso di circolo PD Bernalda 2010

Il Partito Democratico, ossia il progetto di innovazione politica più importante concepito negli ultimi decenni, si guarda allo specchio e compie un esame di ciò che esso è stato, di ciò che esso ha fatto, nei suoi primi anni di vita, sottoponendo a discussione leale e serena i processi avviati, i risultati raggiunti, le criticità registrate. Non c’è dubbio che esso non è ancora riuscito a diventare quel grande partito dei riformisti italiani, che avrebbe dovuto riunificare le grandi culture politiche del Paese per proiettarlo verso quella compiuta civiltà democratica che serve agli italiani e che essi meritano. In primo piano, dunque, si impone una analisi critica delle ragioni che sono alla base delle deludenti risultanze della fase di avvio del PD: una stagione caratterizzata dalla retorica del nuovo e dalle improvvisazioni nuoviste, dall’enfasi della comunicazione mediatica e dalla fragilità dell’impianto organizzativo, dalla forte erosione dei consensi elettorali e dalla polverizzazione del sistema delle alleanze. In questo quadro l’esperimento coinvolgente delle primarie ha finito soltanto per contrapporre elettori ed iscritti e per alimentare atteggiamenti leaderistici a tutti i livelli; e la tanto invocata vocazione maggioritaria ha fatto inclinare verso il bipartitismo, che è estraneo alla storia ed alla realtà del Paese, la scelta strategica compiuta in favore del bipolarismo, che è invece una conquista della democrazia italiana. Per essere all’altezza delle sue ambizioni, il progetto del PD deve essere reimpostato su basi di chiarezza e di concretezza così come sta facendo il segretario nazionale del partito, Pierluigi Bersani, con le idee e le proposte che la motivano e l’accompagnano, rappresenta una scelta indiscutibile in questa direzione. Il Congresso che si sta celebrando è un congresso fondativo, dal quale deve rimettersi in moto un partito degno di tal nome: un partito, figlio delle sue tradizioni e aperto alle domande del nuovo secolo, non strutturato sulle vecchie ideologie ma dal profilo politico-culturale ben riconoscibile, collegato ai movimenti riformatori e progressisti che, dopo l’elezione di Obama, hanno riguadagnato una dimensione globale, con una organizzazione associativa ed un radicamento sociale e territoriale robusto e diffuso. Un partito dalla identità plurale come un partito popolare (cioè né classista, né populista, ma di massa), che pone in cima alla sua scala di valori l’uguaglianza e l’equità (come elaborati dalla tradizione cattolico-democratica e dalla cultura della sinistra democratica e liberale), che assume la laicità come quadro fondamentale di cittadinanza per tutte le convinzioni etiche e religiose; e che, dunque, si declina come partito dei lavori e dei ceti produttivi, delle donne e degli uomini, dei giovani, dei territori e della sussidiarietà, della conoscenza e dei saperi, dei diritti civili, dei cittadini e del nuovo spirito civico. Bene, questo percorso il circolo di Bernalda l’ha intrapreso e la dimostrazione è davanti a noi, ovvero, l’unico candidato a segretario è il giovane Angelo Troiano. Un ragazzo che da anni si impegna per il bene collettivo ed ha già dimostrato di essere uomo di partito. L’ha dimostrato impegnandosi fin in fondo all’interno dell’organizzazione giovanile del Partito Democratico, collaborando al grande successo riscosso dai Giovani Democratici durante la festa della generazione democratica svoltasi a Piazza del Popolo quest’estate in cui è stato palese che alle porte è pronta nuova linfa, ragazzi che hanno tanta voglia di imparare e di cimentarsi. Quello del PD di Bernalda non è un progetto politico a disposizione di avventure solitarie. Il PD si propone quale casa comune dei riformisti, ma non pretende né persegue l’assorbimento forzato di tutte le espressioni riformatrici e progressiste, di sinistra, laiche ed ambientaliste, che non hanno rappresentanza in Parlamento. Soprattutto, la vocazione maggioritaria non significa alimentare la pericolosa illusione dell’autosufficienza e rifiutare la logica delle alleanze, ma, al contrario, renderle possibili, perché costruite nella chiarezza, sulla base di convergenze non opportunistiche e di precisi vincoli programmatici. Per questo, caro candidato segretario, il compito che stasera l’intera classe dirigente di questo partito ti sta affidando è di importanza rilevantissima, in quanto si è deciso di scommettere su di un giovane capace di essere grande mediatore e leader nella coalizione di centro sinistra che governa Bernalda e Metaponto, ma allo stesso tempo capace di essere tra la gente, con la gente e soprattutto in grado di spiegare qual’ è la missione di questo grande partito.
Gennaro Collocola - Capogruppo PD Comune di Bernalda

martedì 27 gennaio 2009

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

27/01/2009 Una Memoria per il domani Argomento: Politica Sezione: Politica Invia Stampa Evitare l’oblio, impedire la negazione della storia e ostacolare l’ingiustificabile capovolgimento della realtà. La Giornata della Memoria che si celebra ogni 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 avvenne la liberazione degli ultimi sopravvissuti del campo di concentramento di Auschwitz, è destinata a questo: allontanare il pericolo dell’antisemitismo, scacciare il male che nel terreno putrido dell’intolleranza non smette di ritrovare vigore e forza.I fatti che la cronaca continua ancora a raccontare non lasciano spazio a dubbi. Il pericolo esiste, e non va sottovalutato. Secondo una ricerca condotta dal Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano) e pubblicata dal Corriere della Sera mostra un quadro molto complesso e inquietante. “Il 44% della popolazione italiana – afferma la ricerca – mostra pregiudizi o atteggiamenti ostili agli ebrei”. Di questi, ben il 12% sono considerati i “veri antisemiti”. Cifre, queste, che concorrono a giustificare la preoccupazione espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il primo cittadino italiano, intervenuto alle celebrazioni in memoria della Shoah, parla di “virus dell’antisemitismo”. Di un male, cioè, che va curato prima che esploda e che infetti il corpo fragile della società."Proprio in questi momenti - dice Napolitano - deve farsi più forte la vigilanza ed esprimersi più nettamente la reazione contro il riprodursi del virus dell'antisemitismo, contro l'insorgere di nuove speculazioni e aggressive campagne contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico". Il Capo dello Stato ricorda, infatti, che la celebrazione del 27 gennaio giunge a pochi giorni dal conflitto nella Striscia di Gaza, "vissuto con angoscia dagli amici del popolo israeliano e del popolo palestinese". Anche per il segretario del PD, Walter Veltroni, la Giornata della Memoria riguarda “qualcosa di molto attuale e per nulla rituale”. “E’ intollerabile – ricorda il leader democratico nel suo intervento su il Riformista – rovesciare le stelle di Davide in simboli nazisti: quella stella a sei punte portate sulle divise a brandelli nei campi di concentramento era l’annuncio della morte, non può che essere foriero di incomprensioni e problemi”. “Credo sia questo il senso giusto da fare anche a questa giornata. – continua Veltroni – Il ricordo, la memoria, non è la celebrazione di un passato immobile di una storia immobile e lontana nel tempo. Deve essere un’azione attiva”. Un’azione, dunque, che può e deve trovar sfogo nel riverbero della verità. Quella verità che ancora oggi viene negata da alcuni e oltraggiata da altri. Quella verità destinata a fare da cura al passato e da monito al futuro.

venerdì 16 gennaio 2009

15/01/2009 Intervista Rai di Lacorazza: “Progetto ed alleanza ripartano da Matera”.

«C’è una dialettica, per la verità anche troppo effervescente, all’interno dei partiti e del PD. Io vorrei però che si restituisse con sincerità il carattere di questa discussione al progetto per questa regione ed ad una alleanza credibile per realizzare questo progetto. All’interno del PD ci sono le criticità e la dialettica di un grande partito in formazione, la nostra è una discussione aperta, anche gli organi di informazione hanno potuto assistere ad una direzione regionale né facile né scontata». E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza segretario regionale del PD intervistato dal giornalista RAI, Edmondo Soave. Sul Centrodestra che chiede il voto anticipato Lacorazza ha voluto ricordare che “dal 2001 ad oggi hanno governato per sei anni l’Italia e poco e nulla è stato fatto per il Mezzogiorno e per la Basilicata. (per le imprese disattesi impegni e proclami, per le famiglie la beffa della social card, sul petrolio lo scippo di competenze e controllo, sul Parco della Val d’Agri un commissario senza intesa con la regione, il tentativo di dirottare i fondi FAS, i tagli alle politiche sociali ed infine sulla crisi e sulle crisi industriali annunci di tavoli e sottotavoli, etc.) Questa è la prova del Governo. Inoltre quegli stessi dirigenti che chiedono il voto anticipato sono il frutto di quindici anni di sconfitte della destra in Basilicata». Sollecitato sulle differenti visioni tra il Presidente De Filippo e il Pd, Lacorazza ha risposto che «non è in discussione la fiducia al Presidente De Filippo, semmai il “come” questa crisi, che si è aperta con le dimissioni di Folino e con l’azzeramento della Giunta da parte di De Filippo, restituisca ai lucani la costruzione di progetto per la Basilicata del futuro e la credibilità della politica e l’autorevolezza delle istituzioni per realizzarlo. Innanzitutto un progetto che faccia diventare questa regione più connessa (infrastrutture materiali ed immateriali), più competitiva (imprese che possano reggere alla sfida del mercato), più accogliente (lavoro e maggiore qualità della vita) e più giovane (in cui competenze, merito e sapere possano essere un tratto riconoscibile della Basilicata del futuro). (Per questo, a partire dalla riunione di maggioranza di lunedì, il confronto deve partire sul Documento Unico di Programmazione 2007/2013, sulle risorse naturali, sul sistema produttivo, sul welfare regionale e su un più virtuoso rapporto tra centro e periferia). I tempi, che spero siano brevi, e la formazione della Giunta scaturiranno anche dal confronto tra i partiti e nei partiti». «Penso, inoltre, che sia la necessità di porre le basi nelle prossime settimane per dare forza e credibilità ad una nuova fase della nostra regione. Penso, per esempio, che per fare questo è necessario ripartire da Matera città e dalla sua provincia. Ripartire proprio da dove questo processo si inceppato con la sconfitta al Comune. Partire da quel territorio e da quella città che hanno dato un contributo decisivo al dinamismo di questa regione e che oggi vive, come tutta la regione, una difficoltà». Significa candidare un esponente del Pd alla guida della Provincia? ha chiesto Soave. «Penso che un partito grande come il nostro, nel rispetto dell’alleanza e riconoscendo il lavoro di chi ha operato nel corso di questi anni, deve accettare la sfida e offrire la sua leadership, autorevole e vincente, per la guida della Provincia di Matera».