la nostra terra

mercoledì 13 gennaio 2010

I pionieri del "far bene"

La pionieristica, in politica, produce ogni giorno i suoi esempi.

L'ultimo, è quello del PRI; si è registrata negli ultimi mesi, più corretto è forse dire giorni, una frequente e continua attività di questa nuova componente del panorama politico locale, nuovamente emersa domenica 10 Gennaio con la distribuzione dell’ultimo volantino. Ovviamente noi GD siamo abituati a prendere le cose dal lato positivo e facendo un'analisi di ciò che il neonato partito voleva comunicare alla popolazione bernaldese, abbiamo cercato di soffermarci sulla parte propositiva presente nello scritto, a dispetto di altre pubblicazioni che si limitano solo alla menzogna e alla disinformazione.

E' stato piacevole riscontrare che nelle intestazioni del volantino si poteva leggere “Noi giovani del PRI”; è stato altresì curioso osservare come alcuni di questi giovani vantassero una qualità del Partito Repubblicano molto particolare e, a nostro avviso, tutt'altro che lodevole: quella di non essere schierato politicamente. In ogni caso non abbiamo potuto evitare di valutare positivamente la presenza di ragazzi come noi, scesi in campo e facenti parte di una fascia d’età che è più vicina alla nostra. Questa non vuole essere una “caccia al più grande”, ma semplicemente un'azione volta a promuovere il normale processo di ricambio generazionale, che, inevitabilmente, coinvolge anche la politica, sempre a dispetto di formazioni che non hanno ancora ben chiaro il processo.

Non è stato difficile notare, dal punto di vista contenutistico, come l'attenzione sia stata rivolta ancora al passato, evidenziando alcune situazioni locali che, purtroppo, talvolta, lasciano insoddisfatti anche noi; adesso però ci aspettiamo che la fase della lamentela venga superata con le proposte e con il dialogo, speranzosi di essere parte attiva in questo dialogo, perché non fa nulla se si è aspettato tanto prima di scendere in campo (essendo attivi da dieci anni sappiamo quanto è difficile essere giovani e allo stesso tempo prestare attenzione alla politica locale), non fa nulla se voi giovani del PRI non avete fatto caso alla presenza dell’unica associazione politica giovanile esistente sul territorio, ma sarebbe un enorme errore di valutazione politica la nostra esclusione da un confronto solo perché siamo schierati politicamente. Incorrereste così nel fallo di ridurvi al ruolo della maschera di qualche “cavaliere” che, da anni, combatte le sue battaglie nei bar e sui marciapiedi. Solo così ci si può tenere fuori dalla Politica del non fu, ovviamente sempre a dispetto delle formazioni che persistono nel credere in questo modo di operare.

In conclusione vogliamo mettere in evidenza l'aspetto aleatorio sottoposto a condizione: qualsiasi risultato dovesse consegnarci il confronto per le amministrative, non vorremmo essere spettatori di una vostra ritirata lampo, sarebbe una mossa politica molto poco “originale”, in quanto risulta essere una pratica già diffusamente adoperata in passato.

La politica del "non fu"

Lo scenario politico locale, casualmente, a pochi giorni dalle elezioni amministrative, è costellato di osservazioni critiche sul recente passato; se ci si limitasse solo a questo, non ci sarebbe da meravigliarsi, in quanto ben venga la critica politica (magari anche propositiva), anche se in ritardo. Ovviamente il problema non è questo. Leggendo attentamente le ultime pubblicazioni, mediante qualsiasi mezzo, della compagine politica che, nell'ultimo quinquennio, sedeva tra le fila dell'opposizione (anche se opposizione è un sostantivo alquanto azzardato), si può notare, ed invitiamo chiunque a farlo, una troppo accentuata diffusione di un modo di fare una lettura politica critica (anche se critica è un epiteto alquanto azzardato) che noi Giovani Democratici definiamo “LA POLITICA DEL NON FU”. E' facile, trovare ovunque fotografie, didascalie, brevi cenni storici poco oggettivi in cui si va a condannare l'ultima (ma non solo) giunta comunale, rea di non essersi occupata, o di essersi occupata male di argomenti che vanno dal nepotismo alla sanità, dalla politica clientelare all'agricoltura, dall'ignavia all'urbanistica. Protagonisti di questi simpatici raccontini, sottoposti qua e la all'attenzione dei cittadini, e spacciati come realtà storico-politica, sono, ovviamente coloro i quali appartengono alla compagine politica che, putacaso, nell'ultimo quinquennio sedeva tra le fila della maggioranza. Il termine “raccontini” potrebbe sembrare azzardato ed anche poco rispettoso, ma, sarebbe assurdo definire critica politica articoli in cui troviamo “simpaticamente” disegnato lo scenario politico locale da epiteti quali: “Franceschiello”, “Sciacalli”, “Giunta sinistra”, “Politica Francescana”, “Brodino regional-assistenziale”, eccetera. Ma “la politica del non fu” non è solo questo. Nei “volantini della domenica”, nei blog, nei programmi elettorali, nei testi degli interventi dei comizi, ma anche nei programmi politici dei partiti che, sempre a pochi giorni delle elezioni amministrative, pioneristicamente vengono fondati dal nulla, è cosa alquanto difficile trovare delle linee politiche propositive; cosa molto più comune è riscontrare, invece, che il 75% – 80% delle pubblicazioni è incentrato su critiche verso chi, colpevolmente, non ha fatto, o, ancor più colpevolmente, ha fatto diversamente da come una minoranza consiliare riteneva opportuno. Il restante 20% - 25 %, ovviamente, è contenutisticamente autocelebrativo. Negli ultimi mesi, a partire dallo sciagurato “incidente” delle liste, sono prepotentemente tornate al centro del dibattito politico parole quali: porto, ripascimento, distretto sanitario, piscina comunale, mercato, senso unico, clandestini, ecc... Tra questi, chiaramente, vi sono molti argomenti “caldi”, che l'ultima amministrazione non ha omesso di trattare praticamente e teoricamente nel programma elettorale. Molti altri tra questi argomenti, purtroppo, sono solo tentativi di far “scottare” i cittadini, come si fa con i bambini, al fine pedagogico di non farli più cadere in presunti falli politico-elettorali. Ma i cittadini di Bernalda e Metaponto, come dimostrano da anni, non sono bambini. Quello che fa più male, di questo modo di fare politica, è la consapevolezza che, così facendo, l'unico scopo che si può perseguire è quello di far disaffezionare i cittadini, ma soprattutto i giovani, al mondo della politica. Non sorprende, infatti, che la compagine politica da cui provengono la maggior parte delle critiche disfattiste e non propositive, non possa avvalersi, soprattutto a livello locale, di una componente politica interna giovanile, indipendente ed autonoma. Da attente letture critico-politiche, noi Giovani Democratici abbiamo fatto risalire anche a questo la causa dell'incremento vertiginoso del disinteressamento giovanile alla politica partitica, considerata ormai “qualcosa da lasciar perdere”, di cui pochi, ahiloro, si devono occupare, facendosi bersagliare da critiche, tra cui il “poltronismo”, probabilmente vittima, e non carnefice, della comune disaffezione alla politica, in favore del populismo e del falso associazionismo apolitico o apartitico. Ed è proprio per queste motivazioni che noi Giovani Democratici abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e di contribuire, con umiltà, dedizione, pazienza e costanza, al miglioramento della vita nel nostro amato paese.

martedì 12 gennaio 2010

OPERAZIONE VERITA'

Pensare in grande per il Pdl di Bernalda (uno dei PDL ivi domiciliati) è una fatica immane. Dopo molti sforzi di analisi , di cui non vi è traccia da nessuna parte, in una lettera aperta inviata al Commissario Prefettizio, uno dei coordinatori si sente di affermare che “la crisi mondiale” è la causa del peggioramento dell’economia bernaldese! Siamo contenti di questa strabiliante deduzione, e tiriamo un sospiro di sollievo. Ci era venuto il dubbio che l’approfondimento e l’analisi di “uno dei coordinatori locali del PDL” avesse scoperto che la crisi economica mondiale fosse stata provocata dal disastroso dissesto finanziario pagato negli ultimi venti anni dai cittadini di Bernalda, provocato in grandissima parte da cinque anni di lussureggiante amministrazione comunale guidata ( ma è un puro caso !) dallo stesso novello coordinatore del PDL. Che Bernalda sia faticosamente venuta fuori da quel baratro grazie alle amministrazioni di centrosinistra succedutesi dal 1991 ad oggi, è pensiero che non sfiora minimamente l’estensore della missiva. Né può farlo , dal momento che , per molto tempo ha sostenuto a spada tratta che il dissesto finanziario era una invenzione della sinistra, autoassolvendosi senza mai darne alcuna spiegazione se non quella delle grandi imprese pensate e mai realizzate. E’ un mini-Berlusconi ante-litteram “uno dei coordinatori “ locali del Pdl, perché proprio come il Premier Cavaliere , mentre la crisi “mondiale” (gennaio-febbraio 2009) mieteva vittime in ogniddove, rassicurava gli italiani che “la crisi non c’era!”. Nei mesi successivi, per promuovere ottimismo a basso costo, affermava che la crisi era “già alle spalle!”. Quanto la crisi sia vera lo sanno tutti i cittadini che quotidianamente devono fare i conti con la crisi e la disoccupazione galoppante. Ha buoni allievi qui il Cavaliere ! Quando “uno degli attuali coordinatori PDL” da Sindaco procurava quel disastro immane a tutti i bernaldesi, affermava che il “dissesto” non esisteva. Ora che quella tragedia volge al termine, mostra tanta attenzione alle finanze comunali, al punto di farsi carico di proporre di risparmiare € 100.000 annui proponendo di licenziare 4 inutili assistenti sociali! Sarebbe solo un dettaglio precisare che la somma indicata è di granlunga più contenuta e che per metà grava sul bilancio regionale. Cosa volete che sia qualche decina di migliaia di euro per chi ha lasciato debiti alla Comunità per oltre 20 milioni di euro? Ma non è questo dettaglio la cosa più clamorosa e politicamente significativa. Quel che suscita stupore e meraviglia è la considerazione che questo coordinatore ha dei servizi sociali ! Nella sua mente, tutto ciò che non si traduce in metri cubo di cemento non ha nessun valore ! Che questo “inutile” lavoro sia svolto da quattro donne è cosa che sottolinea ulteriormente la scala dei valori a cui si ispira questo coordinatore (e chissà, forse, anche i suoi coordinati !). Ma forse questo novello risanatore di costumi e di bilanci, in realtà non si preoccupa tanto delle 4 assistenti sociali, quanto del fatto che una di esse è la moglie dell’ultimo sindaco, Francesco Renna. Al coordinatore PDL piace seminare un’immagine distorta ed offensiva della specchiata dirittura morale di un pubblico amministratore, benché il “coordinatore” sappia che Renna non ha provveduto ad assumere la moglie, già impegnata in precedenza in quell’utile e delicato lavoro nell’ambito del piano assistenziale di zona promosso dalla regione Basilicata già dal 2002. Invocando “ sani principi e scelte mirate” uno dei coordinatori del PDL ritiene di riproporre una squallida politica di bassissima lega, fatta di pettegolezzi insulsi e calunnie gratuite per inventarsi nepotismi inesistenti. Ognuno è libero di proporre per la campagna elettorale i temi che preferisce, ma dalla scelta dei temi, anche quando infarciti di nauseabondi moralismi, i cittadini potranno valutare e decidere per il futuro. Il PD, invece, pur rigettando questo terreno di scontro, non può evitare di far chiarezza su tutto, anche sulle illazioni e le menzogne, ma respingendole al mittente con la forza dei documenti che ne smentiscono la credibilità. E per procedere alla vera OPERAZIONE VERITA’ il PD invita i cittadini al primo incontro che si svolgerà sabato 16 gennaio alle ore 18,30 per illustrare i dati VERI del DISSESTO FINANZIARIO per ricordarlo a quanti lo hanno provocato e a tutti i cittadini di Bernalda che l’hanno pagato.

venerdì 6 novembre 2009

GRAZIE A EMENDAMENTO PD NO A PRIVATIZZAZIONE ACQUA

BUBBICO: GRAZIE A EMENDAMENTO PD NO A PRIVATIZZAZIONE ACQUA 05/11/2009 15.32.09 [Basilicata] "Grazie a un emendamento del Partito Democratico è stata scongiurata la privatizzazione dell'acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini". Lo ha annunciato il senatore e capogruppo del Pd in Commissione Industria Filippo Bubbico, primo firmatario dell'emendamento. "Inserire una riforma tanto importante per i cittadini qual è quella dei servizi pubblici locali nel Dl obblighi comunitari – ha detto Bubbico - ha significato non solo privare il Parlamento della possibilità di un esame approfondito del provvedimento ma creare una riforma pasticciata che non tiene conto delle specificità di ciascun servizio pubblico. L'emendamento del Pd ha il merito di scongiurare questa eventualità poiché la sua approvazione – ha concluso Bubbico - consente al servizio idrico di restare saldamente nella titolarità e nel governo delle amministrazione pubbliche, tanto da soddisfare i principi del pieno controllo pubblico sulla qualità, l'accessibilità e il prezzo del servizio per gli utenti http://www.basilicatanet.it/news/article.asp?id=727475

martedì 22 settembre 2009

Antonella Melillo: DISCORSO CONGRESSO CITTADINO PD 20 SETTEMBRE 2009-dimissioni segreteria

Benvenuti e bentrovati al 1° Congresso cittadino del Partito Democratico di Bernalda e Metaponto. Rivolgo il mio benvenuto e i miei ringraziamenti ai rappresentanti delle mozioni Nazionali e Regionali nelle persone dei : Sen .Filippo Bubbico, Sen. Carlo Chiurazzi , l’On. Salvatore Adduce e il Sindaco di Craco, Giuseppe Lacicerchia. La garante del congresso Tina Santochirico Questa è una giornata importante per il nostro partito. Un partito, il Pd, nato dalla partecipazione popolare nel 2007 con le Primarie e che in un solo anno, nella nostra regione ha visto nascere e istituirsi in tutti 131 paesi, circoli e coordinamenti al fine di rappresentare le istanze della nostra comunità. Un anno di grande difficoltà che, ha investito tutta la scena politica, sociale e economica del nostro territorio e che, ha impegnato il Partito Democratico in sfide elettorali importanti come quelle comunali, provinciali, politiche ed europee con risultati a volte incoraggianti altre che, invece, ci hanno indotto ad una riflessione seria e responsabile sull’azione del partito e, sulla necessità di dare uno slancio ed una rinnovata linfa capace di dare risposte efficaci . Il Partito democratico di oggi, è chiamato a rinnovare il progetto politico che deve contraddistinguerlo e deve rispondere alle richieste di un partito che ha la velleità di essere a vocazione maggioritaria, di essere forza riformista così come immaginato e inteso nel momento della sua creazione. Voglio ricordare che il nostro partito è nato dalla consapevolezza che era necessaria l’unione della TRADIZIONE POPOLARE con quella CATTOLICA-DEMOCRATICA e che all’origine del Pd sta la grande e, a volte, sofferta, scelta delle alleanze. A quasi due anni dalla sua nascita , siamo chiamati a decidere sul percorso politico che il nostro partito deve intraprendere; e dobbiamo farlo chiedendoci, innanzitutto, le motivazioni per cui questo grande progetto, in un arco cosi breve, seppur difficile, non è riuscito a infuocare gli animi e le aspettative dei nostri elettori portandoci a perdere consensi. Dobbiamo chiederci il perché, dopo la straordinaria partecipazione alle Primarie, che ha visto tanti uomini ,donne e giovani impegnati e coinvolti, ad oggi, la nostra organizzazione partitica manca di un’apertura plurale e trascinante. Siamo caduti nella tentazione di emulare e controbattere il nostro avversario politico utilizzando le stesse armi di cui lui è possessore, i media. Lo abbiamo fatto, perdendo di vista la nostra mission, la vocazione a cui eravamo chiamati, quella di costruire e rafforzare responsabilmente una nostra identità fondata su basi politiche solide. Per questo siamo qui oggi. Per riflettere sul ruolo e sul futuro del nostro partito. Siamo stati per troppo tempo impegnati a discutere di noi stessi, creando un clima di tensione che a nulla è servito e che a pochi interessava. Il tutto, mentre i nostri avversari stavano ad osservare con occhio cinico e divertito i nostri comportamenti di auto cannibalismo ed autoreferenzialità. Tutto questo deve appartenere al passato. Il partito democratico dell’oggi, ha delle priorità ben precise: - riempire di contenuti il nostro lavoro, pur stando all’opposizione al Governo nazionale ; - fare un’opposizione alle scelte scellerate del governo Berlusconi facendo scelte unitarie, concrete e utili al popolo; - un partito che muovendo dal territorio, sia riconosciuto come attore principale e responsabile per la costruzione del futuro; in poche parole, un partito radicato nel cuore della società. E’ questa la sfida che il PD si deve dare e per vincerla ha bisogno di impiegare le migliori menti e le migliori forze. Non più un partito di scontro per la leadership ma luogo di confronto comune di idee e proposte; di discussione aperta e plurale e non di difensiva; un partito capace di vedere ed analizzare i suoi limiti e le insufficienze registrate per ripartire con un progetto rinnovato e più forte. Il Partito Democratico, quindi, come luogo di ricerca, di dialogo e formazione per una nuova classe dirigente. Un partito che qualcuno definisce “la porta del mondo nuovo”, fatto di circoli, iscritti, dirigenti, simpatizzanti che con spirito di collaborazione discutono sui grandi temi: aborto, nucleare, green ecology, testamento biologico, diritti umani, guerra, Europa, Euromediterraneo.. Un partito solido, fatto di tanti amministratori, uomini, donne e giovani che si riconoscono in un grande progetto riformista e rigettano la società delle Passioni tristi, dominata dalla paura e dal timore di perdere i privilegi acquisiti piuttosto che essere capace di slancio e ricerca di nuovi valori in cui riconoscersi e diritti da affermare. Un partito al quale ho voluto aderire con grande senso di abnegazione e di entusiasmo e del quale mi sono sentita orgogliosa di rappresentare. L’ orgoglio di esserne parte viva, integrante ed attiva che mi induce, indipendentemente dal ruolo che ricopro e che ricoprirò a lavorare e collaborare con il mio partito per migliorare la società che viviamo. L’operato che mi ha visto coinvolta nella funzione di Segretaria cittadina di questo grande partito, mi ha riempito il cuore di grande gioia ma soprattutto mi ha caricato di grandi responsabilità. Ho intrapreso questa avventura e accettato questo compiti sapendo che, come in ogni gruppo sociale, ognuno è necessario ma nessuno è indispensabile. Sin dalla nascita, il nostro circolo ha vissuto momenti di grande partecipazione alternati ad altri di estrema solitudine. Momenti che hanno subìto, insieme a me, anche tutti coloro che, trovandosi a ricoprire ruoli istituzionali (sindaco, assessori, consiglieri), hanno trovato comunque la forza di assumersi in pieno le responsabilità a cui erano chiamati, mai nascondendosi dietro l’’alibi della “mancanza di partito”. E’ sempre stato anche questo, per me fonte di stimolo per trovare le motivazioni per continuare il compito per cui ero stata designata. Il partito c’era e c’è sempre stato, ha solo subito variazioni di rotta dovute a volte ad disaccordi del tutto legittimi anche se incomprensibili, e per cui tante volte, troppe volte, sono stati il freno della nostra azione politica. Il partito, nonostante tutto, c’era e c’è sempre stato anche nelle scelte difficili come quelle amministrative o in quelle politiche quando eravamo chiamati a contribuire alla realizzazione del grande progetto del PD. C’è anche ora che non abbiamo la nostra rappresentanza comunale e che vede il nostro territorio governato dal Commissario Prefettizio. Sarebbe bello , e altresì gesto di grande responsabilità politica e onestà intellettuale che chi ha commesso degli errori ammettesse di averli compiuti, per guadagnare rispetto e ridare credibilità al partito. Ci stiamo appropinquando alla nuova fase di alleanze politiche in vista delle amministrative e delle regionali del 2010. Con una grande differenza rispetto a qualche mese fa:il bipolarismo per cui tanto ho, anzi, abbiamo lavorato, non sarà più perseguibile. Il contesto politico-sociale del nostro paese è cambiato cosi tanto da dover destare amarezza e preoccupazione. Molti comportamenti, i continui attacchi populistici - a volte senza viso-la cui unica intenzione è quella di demolire l’azione della politica al fine di screditare le persone e non di costruire una società più democratica, favoriscono esclusivamente un tessuto sociale in cui il confine tra lecito ed illecito, civile ed incivile, legale ed illegale si assottiglia togliendo spazio alla memoria del passato e al desiderio di futuro. La politica deve sapere accendere nuovi entusiasmi, avere nuove disponibilità – in nome degli interessi di Bernalda – a percorrere insieme un tratto di strada, deve saper risvegliare le coscienze di tutti. L’etica non è il vestito bello che si indossa la domenica: è il senso dell’agire politico -come un compagno di partito usa ripetere spesso! Questo è il senso del Partito Democratico: invertire la rotta, risvegliare nella gente l’entusiasmo, l’interesse,la voglia di partecipazione, di progettualità,di futuro. Indipendentemente da chi, da questo momento, dopo di me , è chiamato a rappresentare il partito. Una persona, una dirigente, che sono sicura ha a cuore il bene del partito e che lavorerà senza risparmiarsi per il bene comune. La mia stima e il mio apprezzamento nei suoi confronti è maturato in questo periodo nel quale ho avuto modo di conoscerla. Lascio il mio incarico di Segretaria ad una donna in gamba, lascio il mio incarico a Nunziella Russo e chiedo di accoglierla con un applauso. Concludo ringraziando gli elettori delle primarie, tutti gli amici e compagni e chi, mi ha testimoniato la propria stima. Ai dirigenti, ai tesserati ai simpatizzanti voglio dire un ‘ultima cosa: Amiamo di più questo nostro partito. E, rendiamolo ancora più GRANDE!

venerdì 11 settembre 2009