la nostra terra
mercoledì 4 febbraio 2009
"Legalità: garanzia di sviluppo per il Mezzogiorno". Iniziativa del Pd a Melfi con l'On. Marco Minniti
Lunedì 9 febbraio a Melfi presso il Centro F.S. Nitti con inizio alle ore 17.30, il Partito Democratico affronta il delicato tema della legalità. L’iniziativa dal titolo “Legalità: garanzia di sviluppo per il Mezzogiorno”, prevede la partecipazione di Luigi Simonetti segretario del Pd del circolo di Melfi, Ernesto Navazio Sindaco di Melfi, Giuseppe D’Addezio del Foro di Melfi, Dino Di Ciommo Presidente dell’ordine degli avvocati del Foro di Melfi, Luciano Mauriello già Prefetto di Potenza, Renato Arminio Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Melfi e Piero Lacorazza segretario regionale del Pd di Basilicata. Le conclusioni dell’incontro, che sarà coordinato da Gaetano Araneo Presidente del Pd di Melfi, saranno affidate all’On. Marco Minniti, Ministro Ombra degli interni del Partito democratico.
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Centro olio di Viggiano, l'attenzione della Regione.
L’assessore Santochirico ha chiamato i responsabili di Eni ed Arpab. Disponibili i dati del monitoraggio.
“La Regione segue con la massima attenzione le attività del Centro olio di Viggiano, al fine di appurare con precisione le cause dell’episodio verificatosi nel pomeriggio di ieri e le possibili conseguenze per la salute delle persone e la salvaguardia ambientale”. E’ quanto afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, che, in merito alla fiammata fuoriuscita dalla torcia dell’impianto, ha interpellato i dirigenti dell’Eni e l’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Basilicata (Arpab). L’Eni ha comunicato che l’episodio si è verificato a causa di una interruzione dell’energia elettrica che ha fatto attivare il blocco dell’impianto e la depressurizzazione della linea di produzione “Monte Alpi”. All’Arpab è stato chiesto di rendere noti i dati della qualità dell’aria rilevati dalla centralina di monitoraggio sita in prossimità del Centro olio di Viaggiano. Questi i dati comunicati (disponibili sul sito internet www.arpab.it nella sezione “bollettino aria”): i valori registrati dalla centralina nella giornata di ieri sono al di sotto dei limiti, pur manifestandosi un picco di benzene intorno alle ore 19,00. “In tema di salvaguardia ambientale e tutela della salute dei cittadini – dichiara Santochirico - la Regione intende mantenere alta la guardia, anche mettendo in atto azioni integrate che garantiscano in maniera costante l’informazione ai cittadini, ai soggetti istituzionali, sociali e associativi. A tal fine, come è noto, sono state accelerate le procedure per l’istituzione del Centro di monitoraggio ambientale della Basilicata e per la costituzione della Rete unitaria per il monitoraggio ambientale”. “Sicurezza dei cittadini e tutela della natura – prosegue Santochirico – sono temi troppo seri ed importanti per essere strumentalizzati da chi, come il consigliere Napoli, pensa di alimentare con gli insulti e l’istigazione all’offesa la fiamma del suo partito. Di fronte a questioni serie, occorre avere la consapevolezza che i cittadini si attendono risposte altrettanto serie, piuttosto che sparate tanto infuocate quanto improvvisate, che sono ancor meno giustificabili quando provengono da rappresentanti delle istituzioni”.
lunedì 2 febbraio 2009
Social card, si ma vuote!
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14 gennaio 2009 GOVERNO OMBRA - Copertina
L'unico paese al mondo...
Ad approvare le misure anticrisi senza discuterle. Per poi accorgersi che un terzo delle social card sono senza soldi Una maggioranza tra le più larghe della storia italiana approva il decreto-legge con le misure anticrisi (dl 185/08 – Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale) con la fiducia, nonostante il PD avesse presentato appena dieci emendamenti per un maggiore investimento di 2,5 miliardi. Siamo i primi e gli unici al mondo che hanno impedito al Parlamento di svolgere una discussione efficace sulle misure anticrisi, è questo l'unico nostro primato in questo momento. E intanto scoppia anche il caso Social Card: una su tre non mai stata caricata!Una cifra che sarebbe stata coperta utilizzando la metà dei risparmi che nel 2009 il governo incasserà dalla diminuzione sugli interessi sul debito. Ma la destra ha scelto di non discuterne.Non hanno voluto incrementare del 20% gli assegni familiari, aumentare le risorse per gli ammortizzatori sociali e ampliare la platea dei lavoratori che ne beneficiano, né velocizzare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione, evitare la stretta al credito per le piccole e medie imprese o intervenire sui meccanismi del credito d'imposta per la ricerca e il sud.Accanto alla presunzione e la prepotenza del governo va segnalata anche l'ennesima bufala. la tanto sbandierata social card, la carta dei meno abbienti, la carta che dona meno di un euro al giorno e ti dichiara povero, è vuota!Per stessa ammissione dell'Inps, al 30 dicembre erano state caricate 330 mila carte sulle 520 mila distribuite. Una su tre è vuota. Vergogna!"Vorrei tanto che il ministro Tremonti si calasse nei panni di un pensionato che ha bisogno anche di 40 euro al mese in più e che si è sottoposto entro il 31 dicembre al complicato percorso ad ostacoli escogitato dal governo", è la replica del ministro della Semplificazione del governo ombra, Beatrice Magnolfi, che parla di «via crucis infinita» descrivendo l'iter da affrontare per beneficiare della social card.E lo chiamano decreto anticrisi...Pubblichiamo la dichiarazione di voto sulla questione di fiducia del ministro ombra per l’Economia, Pierluigi Bersani.Signor Presidente, colleghi, mi sembra che i fatti siano chiari. Dopo aver duramente lavorato, con esito nullo, in Commissione, le opposizioni hanno ridotto ad una trentina i propri emendamenti, per rendere più agevole ed essenziale il dibattito in Aula. Il Governo ha posto la questione di fiducia per coprire i problemi della maggioranza e il Presidente Fini si è espresso con parole istituzionalmente ineccepibili e, per ciò stesso, del tutto incomprensibili alle orecchie padronali del Presidente Berlusconi. Abbiamo anche assistito ad un Governo che nel chiedere la fiducia ha dichiarato che l'Italia è il primo Paese ad affrontare provvedimenti sulla crisi. Come abbiamo detto ieri, siamo al surrealismo: ribadisco che siamo i primi e gli unici al mondo che hanno impedito al Parlamento di svolgere una discussione efficace sulle misure anticrisi, è questo l'unico nostro primato in questo momento.Ieri l'opposizione ha deciso di fare un Aventino alla rovescia: abbiamo parlato per tre ore da soli, e lo abbiamo fatto come atto di omaggio alla dignità di quest'Aula. Oggi, a beneficio di chi di voi non era presente e del Ministro Tremonti in particolare, per un atto che - credo - la cortesia pretenda, illustro in un breve riassunto gli argomenti che abbiamo esposto. Innanzitutto, signor Ministro ed esponenti della maggioranza, avevamo posto una domanda: quando a luglio noi abbiamo proposto, invece della seconda parte della manovra ICI, detrazioni fiscali per redditi medio-bassi; quando abbiamo proposto di parlare, invece che di straordinari, di cassa integrazione; quando abbiamo chiesto se ci convenisse spendere miliardi per Alitalia per disporre di servizi inferiori, minore concorrenza, minori collegamenti internazionali e meno occupazione, ci eravamo sbagliati? Credo sia legittimo porre questa domanda, a cui segue una lunga coda, non è mica finita!Mi rivolgo agli amici della Lega, sono del nord anch'io: questa Lega che è per la libertà di mercato deve spiegarmi perché in Commissione ha partecipato a dichiararci inammissibile un emendamento che ripristinasse i poteri dell'Antitrust, che voi avete tolto; inammissibile per estraneità di materia, in un decreto-legge che parla anche di porno tax (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Dovete anche spiegarci perché mai avete votato contro un nostro emendamento per la liberalizzazione dei voli Milano-Roma. Se voi pensate di poter raccontare quello che volete al nord vi sbagliate (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).Se fin qui non abbiamo sbagliato del tutto, può anche darsi che non ci sbagliamo nemmeno oggi. Vi abbiamo chiesto una manovra di un punto di PIL e abbiamo cercato di dimostrarne la sostenibilità, sulla base di un risanamento che esiste ed è solido (voi ve ne vantate e non riconoscete con una sola parola i meriti di lo ha procurato), ma non avete accettato questa proposta, così come non avete accettato alcun fondamentale emendamento dell'opposizione (nostro, dell'Unione di Centro o dell'Italia dei Valori): eccoci ora qui ad affrontare questo 2009 senza alcuna riduzione fiscale per i redditi medio-bassi, anzi con un aumento della pressione fiscale per quei redditi, perché - ci siamo capiti - non è che non alzate le tasse, qui l'IRPEF sta crescendo per l'andamento del fiscal drag e voi state sottraendo potere d'acquisto a chi in questo momento ne avrebbe più bisogno, anche ai fini dell'economia.Sul lavoro autonomo e professionale lanciate un messaggio: non abbassiamo le aliquote, ma allentiamo i controlli. In tal modo proponete uno scambio distruttivo, cioè invece di intervenire con misure positive e chiedere fedeltà fiscale - che è l'unico modo col quale si possono ridurre le aliquote - realizzate uno scambio distruttivo per il civismo in questo Paese.Ci avete anche proposto delle analisi attraverso dei comunicati del Governo e del Ministero dell'economia che, francamente, ci hanno messo in allarme. Ieri ho anticipato che assumeremo iniziative che diano priorità alla trasparenza dei dati, in termini di finanza pubblica e in termini di entrate fiscali. Ci avete detto in via ufficiale che il fabbisogno è cresciuto in virtù di misure di cui avevate garantito la copertura al Parlamento, e non ci avete detto niente di analitico e dettagliato sull'andamento delle entrate fiscali: non pensate che sia possibile discutere senza avere una base di dati condivisi!Sulle misure sociali, si è già detto del bonus famiglie - ne ha parlato Avvenire, al quale mi rimetto - e della social card. Vorrei che si sapessero le cifre: un milione 300 mila le utenze potenziali, 350 mila le carte attivate, 150 mila le carte respinte, disagi e umiliazioni di ogni genere agli sportelli, ai patronati e nei supermercati (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori). Volete darglieli sulle pensioni, questi benedetti 40 euro, così risparmierete dei soldi anche voi?Sugli ammortizzatori, non siamo a posto. Il Ministro dice: ho voluto mettere il registratore. Non ce n'è bisogno, ci siamo detti chiaramente che per noi si tratta di una priorità assoluta. Potete usare questi fondi o altri, purché funzioni. Quanto al Fondo sociale europeo, le regioni faranno quel che dovranno fare, ma ciò non sarà risolutivo. La norma sulla bilateralità, oltre a discriminare e a dividere piuttosto che ad allargare la platea, non reggerebbe ad un esame costituzionale, perché discriminatoria (Applausi dei deputati del gruppo Partito nel Democratico).Attenzione, le chiacchiere valgono fino a domani mattina, i numeri sono i seguenti: un milione di giovani precari a rischio rinnovo, 500 mila lavoratori già in cassa integrazione straordinaria, ordinaria, in deroga e cassa edile. E siamo soltanto all'inizio. Volete attrezzarvi sul piano dei soldi e delle norme o continuiamo ad andare avanti a chiacchiere? Abbiamo passato il Natale con la storia della settimana corta, non possiamo andare avanti a spot! Abbiamo cominciato con Robin Hood, che doveva prendere e invece deve dare; c'erano poi gli 80 miliardi; prima si dice che bisogna lavorare di più e poi che bisogna lavorare meno. Si passa la giornata con degli spot, ma il giorno dopo non c'è niente di queste cose.Lo stesso vale per la piccola impresa. Ho detto ieri e lo ripeto qui, per informazione, perché è difficile leggere sui giornali le cose che sto per dire, che vorrei fosse chiaro che di tutte le cose di cui abbiamo chiacchierato in relazione all'accesso al credito per la piccola impresa, oggi non sta funzionando niente. Non so se mi spiego: tra decreti e regolamenti, da ottobre ad oggi, non c'è nulla di nulla.Vogliamo dire qualcosa alla nostra industria? La Iris ceramiche, sto parlando del meglio, liquida, perché non c'è prospettiva. Vogliamo dirgli che non è così? Guardate che se a catena viene fuori una cosa di questo genere, a cominciare dalle banche, noi abbiamo dei guai seri. Non sarà ora di sentire una parola forte sulle politiche industriali? Dite qualcosa a questa gente!Voi dite: acceleriamo, non c'è bisogno di manovra. Acceleriamo? Benissimo. Il FAS? Benissimo. Ma stiamo parlando o no di misure che devono diventare vere in 12-24 mesi? Si tratta di questo? Se è questo, fuori da un paniere di progetti locali e fuori da un'attivazione controllata di crediti di imposte, non può esserci una risposta. Inutile dire: acceleriamo il ponte sullo Stretto: lo accelereremo per vent'anni, sarà un'accelerata di vent'anni! Cerchiamo di capire che la crisi c'è, perché io ho l'impressione che ciò non sia stato ancora compreso!Fra l'ottimismo po' poco vacuo, lasciatemelo dire, del Presidente del Consiglio, e, Ministro Tremonti, una sorta di pessimismo immaginifico che viene fuori dalle sue iniziative, noi siamo fermi, con l'idea che qualcun altro provvederà. Ma, attenzione, non possiamo permetterci una cosa di questo genere, dobbiamo fronteggiare la crisi, non risolverla, ma fronteggiarla. L'ho detto ieri, non siamo mica pagati per fare dei commenti o dire delle frasi celebri, noi siamo pagati per fare dei fatti (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)!Il Presidente Napolitano - voglio concludere con le sue parole - ha detto: può venir fuori dalla crisi una società più giusta. Lo ricordava D'Antoni ieri nel suo intervento: ciò è verissimo, ma l'ombra di questa frase bellissima è che dalla crisi può anche venir fuori una società più divisa e più ingiusta. Se non facciamo niente, dal momento che l'acqua va in basso, la crisi verrà pagata, magari in silenzio, da milioni di persone, i più deboli. Attenzione, voi vi candidate a mettervi dalla parte delle retrovie, di quelli che vogliono stare al riparo, acquattarsi e aspettare che la crisi passi.Noi ci mettiamo dall'altra parte, discutiamo confrontiamoci: possiamo far venir fuori un Paese più solidale o un Paese più diviso. Fin qui mi pare che siamo sulla cattiva strada e per questo noi vi neghiamo, ancora una volta, e con maggior convinzione la fiducia.
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RABBIA E INDIGNAZIONE
Tre ragazzi danno fuoco ad un senza tetto solo per divertirsi un po' Una notte di sballo. Una notte di droga e di alcol. Poi la decisione di cospargere di benzina un barbone di origine indiana e di dargli fuoco. In sintesi, la cronaca di un'ordinaria follia accaduta a Nettuno nella notte tra sabato e domenica. Volevano solo divertirsi hanno dichiarato i tre ragazzi. Non c'è nulla legato al razzismo. E proprio in questa affermazione che sta il significato più agghiacciante della vicenda: è peggio il razzismo o il divertirsi dando fuoco ad una persona? Ma è proprio nel divertimento il lato peggiore del razzismo. Il PD, come la stragrande maggioranza degli italiani, partecipa con rabbia e indignazione Tre ragazzi, due maggiorenni di 29 e 19 anni e uno minorenne di 16, passano la sera alla ricerca dello sballo. Stanno giù di giri e hanno bisogno qualcosa di forte. Di più forte. E quindi quando stanno facendo rifornimento per la loro macchina, decidonoche l'ultimo euro di benzina sia da destinarsi al senzatetto che li aveva “provocati” solo per essere passato davanti ai tre nel piazzale della stazione ferroviaria. Davanti ai carabinieri hanno confessato la voglia di fare un "gesto eclatante per provare una forte emozione" e per questo di aver cercato uno che dormiva in strada, non per forza un romeno o un nero. Uno indifeso.Tornando alla stazione, lo trovano, lo cospargono di benzina e gli danno fuoco. Poi non riuscendo a spegnere le fiamme scappano come se niente fosse accaduto. La vittima, gravemente ustionato alle gambe, alle mani, all'addome e al collo ma fortunatamente fuori pericolo di vita, si chiama Navte Singh, 35 anni sikh, disoccupato e muratore all'occorrenza.Luca, il diciannovenne, dichiarerà alle forze dell'ordine che "il razzismo non c'entra, è stato solo uno scherzo al barbone, una bravata". La tesi è confermata anche dal comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Vittorio Tommasone che ha commentato: “al momento quel che sappiamo ci consente di escludere una matrice razziale. Il che non rende meno agghiacciante quel che è accaduto. Anzi. Perché se si vuole capire davvero quale è lo sfondo del tentato omicidio di Nettuno, allora bisognerà cominciare a ragionare su quel che accade ai nostri ragazzi. All'uso smodato che ormai fanno di droghe e alcol. A quelle che ne sono le conseguenze".Il mondo della politica si interroga sui fatti accaduti. Per Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico, “quello che è successo a Nettuno è gravissimo e suscita in me, come nella stragrande maggioranza degli italiani, rabbia e indignazione. Esprimiamo solidarietà al giovane indiano selvaggiamente picchiato e bruciato e chiediamo che i responsabili di questo crimine siano assicurati al più presto alla giustizia. Episodi di intolleranza criminale come questo sono il frutto di predicazioni xenofobe, di un clima creato ad arte di odio e di paura”. “Non ci sono davvero parole per esprimere l'orrore di fronte agli episodi di violenza di Nettuno e di Roma di questi giorni”, ha dichiarato Piero Fassino, ministro degli Esteri nel governo ombra.“Ma è tempo soprattutto di chiederci – ha aggiunto Fassino - in quale società viviamo e soprattutto in quale vogliamo vivere, rimettendo al centro dei comportamenti di ognuno la dignità della persona, il rispetto del corpo altrui, la vicinanza con i deboli, la uguaglianza dei diritti e dei doveri, il rifiuto di ognuno forma di sopruso e di violenza, la lotta alla solitudine e alla marginalità”.“Fermiamo l'abisso della violenza prima che sia troppo tardi”. .Fuori dal coro unanime di condanna e con un suo particolare distinguo è stato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che ha precisato: ''Se qualcuno pensa che i recenti fatti di violenza, che hanno visto come presunti colpevoli delle persone immigrate, possano essere un alibi per ritorsioni xenofobe, si sbaglia di grosso - ha affermato - a nessuno è consentito farsi giustizia con le proprie mani e tanto meno strumentalizzare politicamente il dolore delle donne che sono state violentate nei giorni scorsi.In effetti la tragedia di Nettuno va inserita nel constesto di odio e paura che fa da sfondo alla triste situazione italiana degli ultimi giorni. Senza alcuna strumentalizzazione, se la sicurezza è stata il cavallo di Troia del governo Berlusconi e di molte amministrazioni passate nelle scorse elezioni al centrodestra, ora potrebbe ritorcersi contro gli stessi uomini di propaganda. Non bastano le rassicurazioni del premier o del sindaco di turno che cercano di sviare il pericolo addossando la colpa al branco rumeno o comunque clandendestino e straniero, istigando violenza su violenza. A Nettuno, i ruoli di vittima e di carnefice si invertono: la vittima è un immigrato, il carnefice un ragazzo di buona famiglia.La questione è di carattere sociale e culturale più che economica. Il divertimento si ottiene con un gesto al di fuori di ogni logica e ogni regola. La noia di un qualunque sabato sera avvalla il superamento di ogni limite della trasgressione e della vigliaccheria.E alla crisi dei valori si aggiunge la deriva istituzionale che il governo Berlusconi propone con la sua riforma della Giustizia. Così come per lo stupro di Guidonia, anche il caso di Nettuno sarebbe irrisolto se passasse la legge sulle intercettazioni. A spiegarlo è il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro in un intervista rilasciata a la Repubblica. "Oggi la polizia – ha risposto Spataro - potrebbe chiedere al pm di mettere sotto controllo il telefono di personaggi noti per il feroce razzismo contro gli immigrati, magari visti nei giorni precedenti mentre si aggiravano alla stazione. Basterebbero "gravi indizi di reato" e l'assoluta indispensabilità dell'ascolto per le indagini, requisiti indiscutibilmente presenti nell'esempio ipotizzato. Con la riforma, invece, occorrerebbero "gravi indizi di colpevolezza", lo stesso grado di prova che ne consentirebbe la cattura. Ma è evidente che sospetti ben precisi non equivalgono a "gravi indizi di colpevolezza". Dunque niente cattura, ma soprattutto niente indagini con intercettazioni". A.Dra
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29/01/2009 Bubbico su liberalizzazioni: "Il Governo vuole affossarle e inizia dalle assicurazioni"
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"La maggioranza di centrodestra ha dato il via libera alla demolizione delle liberalizzazioni, volute da Bersani e dal precedente governo di centrosinistra, a favore dei cittadini". Lo dichiara il senatore del Pd Filippo Bubbico, capogruppo in Commissione Industria, riferendosi ai due emendamenti al Ddl sullo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese (A.S. 1195) "presentati da due senatori del Pdl, Cesare Cursi, presidente della Commissione Industria di Palazzo Madama, e Sergio Vetrella". "Con il primo degli emendamenti - spiega Bubbico - si dispone l'abrogazione del divieto di clausole contrattuali esclusive nella distribuzione di polizze assicurative nei rami 'danni'. Un divieto, in vigore dal 2008, che stava già producendo effetti positivi nella distribuzione dei prodotti assicurativi". "Qualora venisse approvato il secondo emendamento dei senatori del Pdl, verrebbe invece abrogato il diritto di recesso annuale nei contratti di durata pluriennale, introdotto anch'esso dal 'pacchetto Bersani'. Questo - spiega il senatore del Pd - significherebbe che l'assicurato potrebbe disdettare il contratto solo dopo 5 anni di vigenza". "Ci auguriamo che il governo dia parere negativo ai due emendamenti che potrebbero affossare due misure che sono capisaldi nel pacchetto delle liberalizzazioni, introdotte per favorire la concorrenza nel settore assicurativo e anche per dare maggior vantaggi ai cittadini". "Nelle aule parlamentari - conclude Bubbico - il Pd proseguirà nell'impegno per impedire che il Pdl affossi il pacchetto Bersani e perché venga pienamente sviluppato il processo di liberalizzazioni che permetta di liberare risorse ed energie per lo sviluppo e la crescita del Paese".
29/01/2009 Lacorazza a Paglica: “Il PDL non è né fresco né nuovo”.
“Il decreto anticrisi è insufficiente e assolutamente incapace di dare risposte ad imprese e famiglie soprattutto nel Mezzogiorno e in Basilicata. Vedo il consigliere Pagliuca in affanno e non vorrei aggiungere altro alle dinamiche che lo vedono coinvolto nel PDL, sino a mettersi contro, come è accaduto qualche mese fa, a provvedimenti che per la prima volta pongono al centro il territorio e rendono partecipe di questo processo, dandone centralità, il Vulture-Melfese”. E’ la replica di Piero Lacorazza a Nicola Pagliuca.
“Non per il gusto della polemica ma mi chiedo cosa è accaduto se, come lui dichiara, da anni rendiconta sui provvedimenti del centrosinistra e sistematicamente viene sconfitto alle elezioni regionali. Aldilà del dato personale per il quale evito di essere trascinato in una bagarre inutile vorrei ricordare che Nicola Pagliuca, candidato premier nel 2000 e consigliere regionale nel 2005, è parte di quel gruppo dirigente che misura e rileva sconfitte da quindici anni. Dovrebbe più facilmente farsi da parte chi perde e non chi vince!
Bisognerebbe evitare semplificazioni e interrogarsi più a fondo sul perché delle sconfitte del centrodestra in questa regione e non rubricare il tema sotto la voce clientele e potere, poiché quelle sono possibili, purtroppo, ad ogni livello di governo, di sottogoverno e di interessi. Mi pare difficile, quindi, che il PDL, quando si farà, possa essere alternativa credibile nell’assenza di un progetto per la Basilicata e di una classe dirigente che, attraverso salviette di fresh end clin, immagina di presentarsi fresca e nuova agli appuntamenti elettorali”.
Lacorazza: “Il decreto anticrisi del quale canta le lodi il Sen. Latronico è acqua fresca".
“Il decreto anticrisi del quale canta le lodi il Sen. Latronico è acqua fresca e francamente fa sorridere il confronto con la finanziaria regionale approvata dal centrosinistra che prevede: 23 milioni di riduzione per il costo della bolletta del gas e investimenti sulle fonti energetiche rinnovabili, 8 milioni per il sostegno ai lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi, 5 milioni a sostegno dell’università, 20 milioni per aiutare il rapporto tra imprese e credito, 15 milioni per piccoli comuni ed aree interne, 18 milioni per misure di contrasto alla povertà e per le politiche sociali. E poi avremo modo e tempo nel corso delle nostre iniziative di confrontarci nel merito su atti e scelte che attengono al lavoro del Governo regionale e del centrosinistra lucano.”
E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del PD, che continua:
“In una crisi economica e sociale di proporzioni storiche, e che annuncia ancora effetti ed esiti negativi, il Sen. Latronico descrive provvedimenti inconsistenti nella sostanza per famiglie ed imprese. Non si tratta di dividersi tra pessimisti e ottimisti ma il buon senso, il realismo e i dati dicono che manca una strategia ed una rotta del governo nazionale per uscire dalla crisi. Se il decreto anticrisi è debole per l’Italia, lo è ancora di più per il Mezzogiorno e per la Basilicata.
Sono settimane che il PDL chiede il voto anticipato; se questa è la prova del governo c’è da rimanere delusi e se, a proposito di ironie sull’anagrafe, da molti anni gli esponenti del centro destra provano ad arrampicarsi per approdare al governo della Regione senza riuscirci, qualche motivo ci sarà. Neanche sulla benzina sono stati attenti a difendere gli interessi della Basilicata distraendosi sulla necessaria attenzione che si doveva e si deve avere sui rischi e le opportunità del federalismo fiscale. Una vicenda sulla quale il Pd ha dimostrato tutta la sua responsabilità, offrendo una soluzione che va a beneficio dei cittadini, sacrificando la soddisfazione di una magra figura di un centrodestra che in campagna elettorale aveva promesso il dimezzamento del costo alla pompa.
Insomma adesso che il coro della richiesta delle elezioni anticipate appare abbastanza ridondante e dopo essersi esercitati ed autoconvinti che la crisi c’è solo da noi, gli esponenti del PDL dicano, oltre le conferenze e i comunicati stampa, cosa stanno facendo per il Mezzogiorno e per la Basilicata, dicano su quale progetto e con chi, uomini e donne, vorranno convincere i lucani. Non vuole essere un’indebita ingerenza ma visto che il PD, anche con le sue complicazioni è stato di fatto oggetto di tanta attenzione, ci auguriamo che per il bene della democrazia italiana che il PDL da cartello elettorale diventi partito.
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