la nostra terra

martedì 27 gennaio 2009

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

27/01/2009 Una Memoria per il domani Argomento: Politica Sezione: Politica Invia Stampa Evitare l’oblio, impedire la negazione della storia e ostacolare l’ingiustificabile capovolgimento della realtà. La Giornata della Memoria che si celebra ogni 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 avvenne la liberazione degli ultimi sopravvissuti del campo di concentramento di Auschwitz, è destinata a questo: allontanare il pericolo dell’antisemitismo, scacciare il male che nel terreno putrido dell’intolleranza non smette di ritrovare vigore e forza.I fatti che la cronaca continua ancora a raccontare non lasciano spazio a dubbi. Il pericolo esiste, e non va sottovalutato. Secondo una ricerca condotta dal Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano) e pubblicata dal Corriere della Sera mostra un quadro molto complesso e inquietante. “Il 44% della popolazione italiana – afferma la ricerca – mostra pregiudizi o atteggiamenti ostili agli ebrei”. Di questi, ben il 12% sono considerati i “veri antisemiti”. Cifre, queste, che concorrono a giustificare la preoccupazione espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il primo cittadino italiano, intervenuto alle celebrazioni in memoria della Shoah, parla di “virus dell’antisemitismo”. Di un male, cioè, che va curato prima che esploda e che infetti il corpo fragile della società."Proprio in questi momenti - dice Napolitano - deve farsi più forte la vigilanza ed esprimersi più nettamente la reazione contro il riprodursi del virus dell'antisemitismo, contro l'insorgere di nuove speculazioni e aggressive campagne contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico". Il Capo dello Stato ricorda, infatti, che la celebrazione del 27 gennaio giunge a pochi giorni dal conflitto nella Striscia di Gaza, "vissuto con angoscia dagli amici del popolo israeliano e del popolo palestinese". Anche per il segretario del PD, Walter Veltroni, la Giornata della Memoria riguarda “qualcosa di molto attuale e per nulla rituale”. “E’ intollerabile – ricorda il leader democratico nel suo intervento su il Riformista – rovesciare le stelle di Davide in simboli nazisti: quella stella a sei punte portate sulle divise a brandelli nei campi di concentramento era l’annuncio della morte, non può che essere foriero di incomprensioni e problemi”. “Credo sia questo il senso giusto da fare anche a questa giornata. – continua Veltroni – Il ricordo, la memoria, non è la celebrazione di un passato immobile di una storia immobile e lontana nel tempo. Deve essere un’azione attiva”. Un’azione, dunque, che può e deve trovar sfogo nel riverbero della verità. Quella verità che ancora oggi viene negata da alcuni e oltraggiata da altri. Quella verità destinata a fare da cura al passato e da monito al futuro.

venerdì 23 gennaio 2009

riduzione costo dei carburanti

23 gennaio 2009

Conferenza stampa dei parlamentari Pd su riduzione costo dei carburanti

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Per vedere la conferenza clicca sull'immagine.

venerdì 16 gennaio 2009

15/01/2009 Intervista Rai di Lacorazza: “Progetto ed alleanza ripartano da Matera”.

«C’è una dialettica, per la verità anche troppo effervescente, all’interno dei partiti e del PD. Io vorrei però che si restituisse con sincerità il carattere di questa discussione al progetto per questa regione ed ad una alleanza credibile per realizzare questo progetto. All’interno del PD ci sono le criticità e la dialettica di un grande partito in formazione, la nostra è una discussione aperta, anche gli organi di informazione hanno potuto assistere ad una direzione regionale né facile né scontata». E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza segretario regionale del PD intervistato dal giornalista RAI, Edmondo Soave. Sul Centrodestra che chiede il voto anticipato Lacorazza ha voluto ricordare che “dal 2001 ad oggi hanno governato per sei anni l’Italia e poco e nulla è stato fatto per il Mezzogiorno e per la Basilicata. (per le imprese disattesi impegni e proclami, per le famiglie la beffa della social card, sul petrolio lo scippo di competenze e controllo, sul Parco della Val d’Agri un commissario senza intesa con la regione, il tentativo di dirottare i fondi FAS, i tagli alle politiche sociali ed infine sulla crisi e sulle crisi industriali annunci di tavoli e sottotavoli, etc.) Questa è la prova del Governo. Inoltre quegli stessi dirigenti che chiedono il voto anticipato sono il frutto di quindici anni di sconfitte della destra in Basilicata». Sollecitato sulle differenti visioni tra il Presidente De Filippo e il Pd, Lacorazza ha risposto che «non è in discussione la fiducia al Presidente De Filippo, semmai il “come” questa crisi, che si è aperta con le dimissioni di Folino e con l’azzeramento della Giunta da parte di De Filippo, restituisca ai lucani la costruzione di progetto per la Basilicata del futuro e la credibilità della politica e l’autorevolezza delle istituzioni per realizzarlo. Innanzitutto un progetto che faccia diventare questa regione più connessa (infrastrutture materiali ed immateriali), più competitiva (imprese che possano reggere alla sfida del mercato), più accogliente (lavoro e maggiore qualità della vita) e più giovane (in cui competenze, merito e sapere possano essere un tratto riconoscibile della Basilicata del futuro). (Per questo, a partire dalla riunione di maggioranza di lunedì, il confronto deve partire sul Documento Unico di Programmazione 2007/2013, sulle risorse naturali, sul sistema produttivo, sul welfare regionale e su un più virtuoso rapporto tra centro e periferia). I tempi, che spero siano brevi, e la formazione della Giunta scaturiranno anche dal confronto tra i partiti e nei partiti». «Penso, inoltre, che sia la necessità di porre le basi nelle prossime settimane per dare forza e credibilità ad una nuova fase della nostra regione. Penso, per esempio, che per fare questo è necessario ripartire da Matera città e dalla sua provincia. Ripartire proprio da dove questo processo si inceppato con la sconfitta al Comune. Partire da quel territorio e da quella città che hanno dato un contributo decisivo al dinamismo di questa regione e che oggi vive, come tutta la regione, una difficoltà». Significa candidare un esponente del Pd alla guida della Provincia? ha chiesto Soave. «Penso che un partito grande come il nostro, nel rispetto dell’alleanza e riconoscendo il lavoro di chi ha operato nel corso di questi anni, deve accettare la sfida e offrire la sua leadership, autorevole e vincente, per la guida della Provincia di Matera».

AIUTIAMOLI!

gwcached,99 Home Il Partito Aggiornamenti Governo ombra Agenda Partecipa Contatti gwcached,99 Sei in INTERNAZIONALE - Area Principale - Copertina 10 gennaio 2009 INTERNAZIONALE - Copertina Aiutiamoli Gli aiuti alla popolazione di Gaza colpita dalla guerra sono una priorità assoluta. Per questo motivo il segretario del Partito democratico Walter Veltroni ha chiesto, prima di tutto ai circoli del partito, ma anche alle associazioni e alla rete delle amministrazioni locali già impegnate sul fronte umanitario, uno sforzo straordinario di solidarietà. “Di fronte alla tragedia del conflitto a Gaza è grande, anche nel nostro Paese – ha detto Walter Veltroni - la volontà di molti cittadini di contribuire concretamente ad alleviare le sofferenze dei civili colpiti dalla violenza della guerra. Il Partito Democratico ha deciso di sostenere alcuni programmi di intervento umanitario a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in corso nella Striscia di Gaza. In particolare il sostegno del Pd andrà ai progetti di aiuto gestiti rispettivamente dalla Caritas e dall’Unicef. Questa nostra iniziativa umanitaria, insieme con il confronto politico che abbiamo promosso martedì prossimo a cui parteciperanno l’ambasciatore israeliano e il delegato generale palestinese, rappresenta il nostro primo, concreto contributo per affrontare la drammatica situazione mediorientale”. La Caritas - stabilmente presente ed operante in Medio oriente con progetti umanitari e di sviluppo a favore delle popolazioni israeliane, palestinesi e libanesi - sta intensificando gli sforzi per soccorrere le vittime civili del conflitto in corso a Gaza. La Caritas italiana invita a sostenere lo staff medico del Centro sanitario di Caritas Gerusalemme dislocato a Gaza che lavora incessantemente in condizioni di grande difficoltà. Sono infatti sempre più esigue le riserve di viveri e di medicinali. L’Unicef (il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) è la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza. Presente stabilmente a Gaza con uno staff composto da personale locale, l’Unicef sta prestando sin dall'inizio della crisi la propria opera di soccorso all'infanzia. Come contribuire Per il centro sanitario di Caritas Gerusalemme a Gaza si possono inviare offerte a Caritas Italiana, specificando nella causale Terrasanta Gaza o tramite C/C POSTALE N. 347013 o con bonifico Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113. Per il sostegno alle iniziative dell’Unicef i contributi possono essere versati, indicando la causale: Palestina aiuti umanitari online dal sito www.unicef.it o con un versamento sul C/C POSTALE N. 745000, intestato all’Unicef, causale: Palestina aiuti umanitari. Numero verde Unicef 800745000.

NON RASSEGNARSI!

Dal convegno organizzato dal PD 4 proposte per rilanciare l'iniziativa di pace in Medio Oriente Un invito al dialogo tra i moderati, anche quando questo sembra difficile, difficilissimo. Ma non impossibile. Perchè se esiste un messaggio positivo nella storia del conflitto israelo – palestinese è che la pace è sembrata a portata di mano proprio quando la soluzione sembrava impossibile. Come quando fu Ariel Sharon a convincere, con una decisione molto impopolare, i cittadini e moltissimi coloni ad abbandonare i territori palestinesi occupati. O prima, quando a portare avanti la causa della pace negoziata tra i due popoli fu Yitzhak Rabin, patriota ed eroe di guerra, poi brutalmente assassinato. Oppure oggi, quando con forza continua l'inziativa diplomatica franco – egiziana, sotto l'egida delle Nazioni Unite, che hanno approvato una risoluzione, la 1860, dal valore politico assolutamente forte.E' questo il messaggio che esce dal convegno promosso dal PD nella sala del refettorio di via del Seminario, in cui Walter Veltroni, Piero Fassino, Massimo D'Alema, Franco Marini, Francesco Rutelli si sono confrontati con personalità di spicco come Sergio Romano, Igor Man e Lucio Caracciolo e con l'ambasciatore israeliano Gideon Meir e Sabri Ateyeh, Delegato generale palestinese. Un dibattito anche acceso, che ha riflesso le profonde differenze di vedute tra i due popoli oggi in guerra .Ma “non rassegnarsi alla guerra – dice Piero Fassino nel suo intervento di introduzione al dibattito - significa fermala, per fermare le vittime e l’odio e il solco di incomunicabilità che allontana la pace stessa. Per questo siamo per un cessate il fuoco sicuro e durevole, e reciproco, nel rispetto della risoluzione 1860”. Nel corso dell'incontro si sono confrontate posizioni diverse, spesso in contrasto sull'interpretazione dei fatti, riproponendo a volte quello scambio di accuse reciproche, di colpe e recriminazioni che da sempre caratterizzano la questione palestinese. Come quando Lucio Caracciolo sottolinea come la questione palestinese sia diventata negli ultimi otto anni di amministrazione Bush una “questione periferica” e sia ormai relegata da “problema politico a mera questione umanitaria”, ammettendo anche con amarezza che occorre “una sorta di rivoluzione culturale, che all’atto pratico non viene però portata avanti”, anche per via della mancanza di una leadership palestinese forte. Particolarmente duro poi l'intervento di Sergio Romano, tanto da colpire l'attenzione dell'ambasciatore Gideon Meir, quando Romano chiama Israele alle sue responsabilità in quanto “potenza occupante” e accusa il governo israeliano di aver ridotto il governo di Ramallah ad una sorta di “Vichy palestinese e Mazen come il maresciallo Pétain”. Altrettanto dura la risposa dell'ambasciatore israelianoche attacca la comunità internazione, colpevole di aver ignorato i “9200 razzi lanciati da Hamas contro Israele negli ultimi sette anni”, o accusa Hamas di essere “un'organizzazione spietata” che non esita a farsi scudo dei civili e limita i diritti dei palestinesi. Presente Sabri Ateyeh, che ascolta l'intervento dell'ambasciatore e rifiuta, in nome dei valori di pace e democrazia che ha fatto propri durante il periodi di studi in Europa, le accuse. Soprattutto quando l'ambasaciatore attacca: “Non bastano le elezioni per fare della Palestina una democrazia”.Ma l'invito da parte di tutti gli esponenti del Pd è per un cessate il fuoco condiviso, per una ripresa del dialogo politico che getti le basi di un processo di pace duraturo. Il cessate il fuoco non può prescindere dal ritiro delle truppe dalla Striscia e dalla fine del lancio di razzi verso Israele, con una forza di interposizione internazionale, sul modello libanese, che assicuri l'accesso degli aiuti umanitari ma non delle armi. Ma il fatto fondamentale resta la ripresa del dialogo politico. “Questo nostro incontro vuole cercare proprio di dire che la politica è lo strumento attraverso cui cercare la pace. Anche se abbiamo imparato che talvolta la politica ha bisogno della forza, come nei Balcani, ma non viceversa, abbiamo bisogno di rimettere al centro la politica rispetto a conflitti, anche sanguinosi come quello mediorientale – dice il segretario Walter Veltroni a conclusione dell'incontro. Un dialogo rivolto a legittimare soprattutto gli attori arabi moderatri, come la Giordania, l'Egitto, lo stesso Abu Mazen a capo dell'Anp. “La politica degli assassini mirati ha portato Hamas a rafforzarsi e a vincere le elezioni, costruendo un nuovo gruppo dirigente, perchè il martirio alimenta le ragioni di Hamas. L’unica via è sostenere le ragioni del mondo arabo moderato ed è necessario che l’occidente tenga conto di ciò che gli arabi moderati ci chiedono. Per esempio sarebbe meglio ascoltare ciò che chiede Abu Mazen se lo si vuole rafforzare come interlocutore” ,dice Masimo D'Alema nel suo intervento, anche per non fare della Palestina l'epicentro di una “Jihad globale”.Per questo il PD, criticando profondamente l' (in-)azione del governo, incapace di “spendersi per questo dialogo, perchè non ne ha ne la forza ne la voglia”, dice Veltroni, avanza quattro proposte per rilanciare il processo di pace: lotta al terrorismo per la sicurezza di Israele, cessate il fuoco per permettere l'accesso degli aiuti umanitari, sostegno, dialogo e legittimazione dello forze arabe moderate e invio di una forza di interposizione internazionale sul modello di quanto sperimentato e successo in Libano. “Prima faremo tacere il linguaggio delle armi e prima riusciremo a far si che un’iniziativa di pace attraverso la politica si possa affermare” conclude Walter Veltroni.(foto da NYT)Emilio Vettori tutti gli articoli di INTERNAZIONALE tagisraele palestina pd gaza striscia di gaza PD 2.0 discuti su condividi Servizi stampa: vai alla versione per la stampa promemoria: effettua il login per aggiungere questo documento al tuo promemoria newsletter: iscriviti alla newsletter PD PD Mobile: digita www.partitodemocratico.it/mobi, oppure naviga la home page PD con il tuo cellularegwcached,99 mypd-promemoria Sei iscritto al PDNetwork?Effettua il login per aggiungere questo documento al tuo promemoria Promemoria personale Altri su questo tema Gaza sull'orlo del collasso Restare umani a Gaza fonte Lidia Ravera - L'Unità Il "faraone" Suleiman: da spia a negoziatore fonte Davide Frattini - Il Corriere della Sera Salpano gli aiuti iraniani. "Il vero nemico è l'Egitto" fonte Francesca Paci - La Stampa Ma questa volta nessuno dice: "siamo tutti abitanti della Striscia" fonte Tahar Ben Jelloun - La Repubblica Forcing israeliano su Gaza City fonte Ugo Tramballi - Il Sole 24 Ore Gaza/ "Piombo Fuso" al 18esimo giorno:centrati altri 60 obiettivi Europa, hai solo la soluzione Libano fonte Umberto Ranieri - Il Riformista D'Alema e Israele: E' una spedizione punitiva fonte Intervista a Massimo D'Alema di Antonio Polito - Il Riformista Dal PDNetwork Come parteciparepuoi partecipare con i tuoi articoli iscrivendoti al social network. Compila il modulo di iscrizione e partecipa alle attività del gruppo

Luca Vitarella nominato responsabile organizzativo regionale

Dopo un primo giro di contatti telefonici e incontri e considerata la necessità di andare verso una fase più operativa dei Giovani Democratici di Basilicata procedo alla indicazione di Luca Vitarella (di Bernalda) quale “responsabile organizzativo regionale”. La indicazione di Luca sta dentro un lungo percorso di impegno in questi anni, apprezzato da tutti, e nell’aver dato un contributo sostanziale nella fase delle primarie come componente del Comitato Promotore. Ha dimostrato di saper lavorare ed ha dimostrato dedizione e maturità sotto tutti i punti di vista. Nella considerazione e valorizzazione delle migliori esperienze che dal territorio provengono, questo è un riconoscimento alla qualità del lavoro, al bagaglio di passione e motivazione brillanti sia nella provincia di Potenza che in quella di Matera, di cui Luca è un rappresentante riconosciuto. Con la stessa attenzione e con un percorso di ampia partecipazione giungeremo alla costruzione di una segreteria regionale rappresentativa di sensibilità, attitudini e buona volontà. Avvieremo incontri nei territori per giungere al più presto all’approvazione di uno statuto e di un regolamento per la costituzione dei circoli comunali. Questa organizzazione dovrà caratterizzarsi, già dentro la fase organizzativa, per la capacità di aprire un dibattito ed una riflessione costante su tutte le questioni che toccano i giovani, e non solo, di questa regione e cominciando (per la difficile situazione che questa regione vive) a svolgere una funzione politica più generale. Giovanni Casaletto - Segr. Reg. Giovani Democratici