la nostra terra

giovedì 5 giugno 2008

APPROVATO IL BANDO A SOSTEGNO DELL’IMPRENDITORIA GIOVANILE

APPROVATO IL BANDO A SOSTEGNO DELL’IMPRENDITORIA GIOVANILE La Giunta stanzia oltre due milioni di euro 05/06/2008 10.20.11 [Basilicata] Approvato dalla Giunta regionale - su proposta dell’assessore all’Agricoltura Roberto Falotico - il bando a sostegno dell’imprenditoria giovanile che prevede agevolazioni per gli operatori del settore, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. L’opportunità è per tutti coloro che, avendone i requisiti, risultano iscritti alla Camera di Commercio, come capo dell’azienda, dal 1° gennaio 2003. Ogni beneficiario avrà diritto ad un premio pari a 20.000 euro che verrà erogato in un’unica soluzione subito dopo l’istruttoria delle domande che saranno evase in ordine di arrivo al protocollo unico regionale. Il bando è “a sportello”, vale a dire che manterrà la propria validità fino all’esaurimento dei fondi, che al momento sono pari a 2.125.170,00 euro ma che, in futuro, potrebbero essere incrementati. La scadenza, comunque, non andrà oltre il 30 settembre 2008. Secondo l’assessore Falotico “L’insediamento dei giovani in agricoltura rappresenta un importante strumento della politica di sviluppo della nostra regione. Favorire il ricambio generazionale significa migliorare la capacità imprenditoriale e professionale delle aziende che, tramite l’inserimento di giovani imprenditori, saranno sempre più pronte ad affrontare le sfide dei mercati. Questo bando – ha concluso l’assessore all’Agricoltura - è solo un primo passo che porta verso l’attuazione di una strategia che sarà attuata con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale, per dare risposte concrete ai giovani che operano in un settore di primaria importanza per il territorio”. Per informazioni rivolgersi all’URP del Dipartimento Agricoltura o telefonare al contact center regionale.

Leghisti irregolari

Leghisti irregolari Berlusconi, come sempre, ha smentito se stesso davanti al consesso mondiale della Fao, affermando di essere contrario al reato di immigrazione clandestina. Maroni, davanti alle telecamere di Ballarò, ha smentito Berlusconi, sostenendo che il governo (cioè la Lega!) invece è favorevole. Il Menopeggio leghista, nel contempo, si permette di non onorare la bandiera della nazione di cui è nientemeno che ministro degli Interni. Carica in nome della quale fa la faccia feroce agli immigrati che vengono in Italia per lavorare. E tra l’altro, come gli ha ricordato D’Alema, si tratta ormai del 10% della forza lavoro, 3 milioni e mezzo di persone che contribuiscono alla ricchezza del Paese. E che, guarda caso, sono perfino più numerosi degli stessi votanti leghisti. Allora: chi è più in regola; chi ha presentato i documenti per essere legalizzato e quindi non è affatto clandestino, o chi ricopre le massime cariche in un Paese di cui non rispetta né i simboli (e pazienza), né la civiltà (e questo è molto più grave)? http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76021

mercoledì 4 giugno 2008

martedì 3 giugno 2008

LACORAZZA (PD): “IL GOVERNO DEL FARE ORA TOCCA AL PDL”

LACORAZZA (PD): “IL GOVERNO DEL FARE ORA TOCCA AL PDL” 02/06/2008 11.30.23 [Basilicata] «Il Pdl di Basilicata ha scelto di salire sull’Aventino, speriamo rammentino che al Governo del Paese ci sono loro». E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza, segretario regionale del PD nel commentare gli ultimi dati resi noti dall’ISTAT sul carovita. «Finirà pure la luna di miele per la vittoria del Pdl e della Lega Nord e giungerà l’ora di dire agli italiani ed ai lucani cosa si intende fare su salari, stipendi e pensioni. I prezzi degli alimentari sono cresciuti del 5,7%, la pasta è più cara del 20,4%, il pane del 12,9%, la frutta del 6,8%, il latte dell’11,1%. In un anno è accaduto questo. In quindici anni i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti meno dell’1%, gli altri redditi più del 10%. E la questione sociale coincide per larga parte con la questione meridionale. Meno 18% di produttività nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese». «Adesso anche per Pdl e Lega Nord che governano l’Italia è arrivato il momento di segnalare le priorità, è arrivato il momento del fare. Anche perché non c’è bisogno di collaudi visto la lunga esperienza di governo che Berlusconi ha maturato in questi anni». «E’ arrivato, quindi, anche per gli esponenti lucani del Pdl l’appuntamento con le cose concrete sulle quali cimentarsi, visto che i dati sull’impoverimento, sulla disoccupazione, sulle famiglie che non arrivano alla fine del mese, sulla difficoltà del tessuto imprenditoriale sono fatti che riguardano il Paese ed, in particolare, il Mezzogiorno d’Italia. Sarebbe simpatico notare come su Marinagri l’ex consigliere regionale, oggi senatore, Egidio Di Gilio (Pdl) interpella il Governo regionale mentre il senatore Latronico, (PDL), da parte sua, sulla stessa questione chiama in causa il Governo Berlusconi; si gioca a marcare o a smarcare? Come potrei notare, per esempio, che non è chiaro se la proposta fatta dal consigliere Franco Mattia sul riordino delle Comunità Montane appartiene all’intero PDL, a tutte le opposizioni, o è il frutto di una sua posizione personale». «Insomma – conclude Lacorazza – è finito il tempo della comoda opposizione in Basilicata e a Roma: il fare è il campo sul quale sono chiamati tutti a giocarsi una partita nell’interesse dei cittadini e delle imprese lucane». (bas - 04) http://www.basilicatanet.it/news/ListaNewsReg.asp?dtoggi=02/06/2008

domenica 1 giugno 2008

Taglio ICI: scomparsi i soldi per le opere pubbliche nel Sud

Taglio dell'Ici: spariti i soldi per le opere pubbliche I circa due miliardi di euro che serviranno a coprire il taglio dell'Ici, accusano i parlamentari del Pd, saranno prelevati principalmente dai fondi destinati alla realizzazione delle metropolitane di Palermo, Catania e Messina, alla stabilizzazione degli Lsu di Palermo, alla viabilità provinciale, alla realizzazione del campus universitario ad Enna e ai contributi per danni causati dalla peronospora. Per questo è stato organizzato un sit-in, a cui hanno partecipato cittadini ed esponenti del Pd. «Il primo atto del governo Berlusconi - dice Antonello Cracolici, capogruppo Pd all'Assemblea regionale siciliana - è un clamoroso scippo alla Sicilia, e Lombardo che fa? Con assoluta riverenza, accetta in silenzio. Altro che autonomista, Lombardo è un ascaro». «Un vero e proprio schiaffo alla nostra isola - aggiunge Tonino Russo vice segretario del Pd in Sicilia - perché, dal momento che i soggetti meno abbienti già oggi sono esentati grazie ad un provvedimento del governo di centrosinistra, i soldi che dovevano servire ad opere infrastrutturali in Sicilia saranno adesso utilizzati prevalentemente per garantire i ricchi che vivono al Nord». «Si tratta di un atto gravissimo che richiede una pronta e dura risposta da parte di tutti i siciliani - prosegue Franco Piro, candidato Pd alla provincia di Palermo - a cominciare dal presidente della Regione che di questa battaglia ne aveva fatto un vessillo». I parlamentari regionali del Pd nei giorni scorsi hanno presentato una mozione all'Ars per chiedere al presidente della Regione di impugnare il decreto perchè al consiglio dei ministri nel quale è stato firmato non era stato invitato, come previsto dallo Statuto, il presidente della Regione che avrebbe dovuto partecipare col rango di ministro, in quanto si discuteva di norme che interessano la Sicilia. «Lombardo ha fatto sapere che presenterà ricorso, ma questo sarebbe atto amministrativo dovuto. Quello che stupisce - conclude il senatore Vladimiro Crisafulli - è il silenzio del centrodestra siciliano di fronte a questo furto nei confronti della nostra terra». http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75918

... non riconosco più la mia Italia.

Dall'Inghilterra lettera a Napolitano di una giovane ricercatrice italiana"La sicurezza è un problema, ma perché emerge solo la paura dello straniero?" "Signor presidente, dall'estero non riconosco più la mia Italia" "Da anni vivo in paesi multietnici, ma non ho mai vistotanta intolleranza come quella che nasce e viene alimentata da noi" Da una giovane ricercatrice italiana residente in Gran Bretagna, questa lettera-appello al Presidente della Repubblica. E' una testo che pone al capo dello Stato e a tutti noi un problema serio. La dottoressa Vinci si chiede cioé cosa stia diventando il nostro Paese, e ci fa capire come ci vedono i nostri connazionali (e non solo loro) all'estero: chiusi in noi stessi, impauriti, spesso incapaci di distinguere le colpe dei singoli e pronti a generalizzare gettandole addosso a chiunque non sia come noi per lingua, religione e colore della pelle. ECCO IL TESTO Carissimo Presidente, sono un'italiana residente all'estero ormai da diversi anni, ma nonostante questo sono sempre stata attaccata alla mia cara Italia. I suoi colori, la creatività, la vivacità, genuinità e ospitalità della nostra gente sono tutte cose che fino a pochi giorni fa venivano decantate all'estero come marchio dell'essere italiano e che tanto mi rendevano orgogliosa. Come può ben immaginare, continuo a seguire tutti i fatti di attualità, di politica, di cronaca che riguardano il nostro Paese, e mi creda, mi rattrista dover confessare a Lei e prima ancora a me stessa che mi vergogno dell'Italia ritratta in questi giorni su tutte le prime pagine dei giornali nazionali e internazionali. Signor Presidente ma che succede? Dove è finita la succitata "ospitalità" degli italiani? E' davvero possibile che il sentimento più forte che emerge nella popolazione sia ormai la paura dello straniero, del migrante, dell'immigrato? La sicurezza è certamente un problema serio, ma non penso che il modo giusto di risolverlo sia quello di alimentare la paura e l'intolleranza nei confronti di persone comunitarie ed extracomunitarie. Piuttosto penso che una più attenta politica di integrazione sociale sia la soluzione al problema dell'Immigrazione che a mio avviso, non coincide (come il governo vuole far credere) con il problema della Sicurezza. Siamo in EUROPA e credo sia assurdo leggere ancora sui giornali, titoli come "ragazza italiana violentata da un romeno". Con questo non voglio sminuire affatto la bruttura del reato, mi auguro soltanto che la giustizia faccia il suo corso indipendentemente da chi lo ha commesso. Quindi mi chiedo quale sia il bisogno di sottolineare la diversa nazionalità? Sono una ricercatrice e il mio lavoro mi ha dato la possibilità di uscire fuori dai "nostri confini" e mi creda non ho mai trovato tanta intolleranza come quella che sta nascendo e che si sta alimentando negli ultimi tempi in Italia. Adesso sono in Inghilterra e come lei sa qui di immigrati (comunitari ed extra comunitari) ce ne sono tanti, ma così tanti che non si può più fare una distinzione. Per farle solo un esempio, a Pasqua ero ad Oxford e in Chiesa ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso: c'era tutto il mondo rappresentato in quella piccola Chiesa Cattolica. Mi colpì e mi commosse la diversità dei colori della pelle, dei costumi, ma al tempo stesso l'omogeneità e la coralità di tutte quelle persone. Mi chiedo quando in Italia sarà possibile respirare quella stessa atmosfera di integrazione che si trova ormai nel resto d'Europa? Signor Presidente spero tanto che Lei non permetterà al presente governo di inasprire i rapporti tra gli italiani e gli immigrati, spero che Lei alzi la voce davanti a ministri che giustificano e incitano alla pulizia dei campi rom, spero che Lei faccia tutto quello che è in suo potere per rendersi portavoce della necessità di migliorare la politica di integrazione sociale di cui l'Italia ha oggi bisogno per confrontarsi alla pari con il resto del mondo e d'Europa. Fiduciosa nella sua persona e nell'importante carica istituzionale che lei ricopre, la ringrazio per la sua attenzione e le auguro buon lavoro. Cordiali saluti, Maria Vinci 31 maggio 2008 (Pugliese, 34 anni, da 5 o 6 si dedica alla ricerca sul cancro. Ha studiato e lavorato a Milano (Ifom) e a Heidelberg in Germania. Ora si trova in Inghilterra) http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-6/lettera-ricercatrice/lettera-ricercatrice.html