la nostra terra
venerdì 17 aprile 2009
Norme draconiane Dal Consiglio d'Europa alt alla criminalizzazione dei migranti e alla discriminazione dei rom. E Fini ammette: sbagliata la Bossi-Fin
16 aprile 2009 INTERNAZIONALE - Articolo
Non piace all’opposizione, non va a genio al presidente della Camera e da oggi sappiamo che è avversata anche dall’Europa. E già, la politica del governo continua a sollevare dubbi, e questa volta a farsi sentire è il Consiglio d’Europa, un'organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa.
Il commissario Thomas Hammarberg, in un rapporto dedicato al nostro Paese, preparato dopo una visita dello scorso gennaio, esprime "serie preoccupazioni per la situazione dei rom, la politica e la pratica relativa alla migrazione, le nuove draconiane misure legislative già adottate o ancora in discussione. L'Italia ha ignorato misure interinali vincolanti richieste dalla Corte europea per i diritti umani volte a fermare le espulsioni, compromettendo così l'efficacia del sistema europeo della tutela dei diritti umani”.
Gli episodi di razzismo e di violenza ai danni degli immigrati sono sempre più frequenti (l’ultimo risale a ieri sera: una ragazza italo-somala è stata aggredita e insultata a Torino), fomentati da un crescente clima di intolleranza, da leggi improntate all’emarginazione e da proclami del tipo: “gli stranieri tornino a casa loro!”. ”Le autorità' - si legge nel documento - dovrebbero condannare con più' fermezza tutte le manifestazioni di razzismo o di intolleranza, ed assicurare un'efficace attuazione della legislazione anti-discriminazione". Nel rapporto il commissario chiede inoltre che sia aumentata la rappresentanza di gruppi etnici nella polizia e la creazione di un'istituzione indipendente per la tutela dei diritti umani”.
Preoccupazione anzitutto per i rom, a tutti gli effetti cittadini dell’Unione europea. "Vi e' un persistente clima di intolleranza contro di loro - scrive Hammarberg - e le loro condizioni di vita sono ancora inaccettabili in numerosi insediamenti da me visitati. Esistono esempi di buone pratiche nel paese, e dovrebbero essere estese. Grave preoccupazione" ha espresso Hammarberg anche per il censimento nei campi nomadi, esprimendo dubbi sulla loro "compatibilità con gli standard europei che guidano la raccolta e l'elaborazione dei dati personali".
I “suggerimenti” del Consiglio d’Europa stridono visibilmente con le proposte portate avanti dal Governo in questi mesi. Infatti, se da una parte la maggioranza proponeva di schedare i bambini rom e di prenderne le impronte digitali, dall’altra Hammerberg esorta “le autorità a creare meccanismi consultivi a tutti i livelli per i rom e i sinti, evitare le espulsioni dai campi senza offrire alloggi alternativi e offrire adeguate istruzione ai bambini".
Se da un lato il governo promuove i medici spia, dall’altro l’Europa storce il naso e avverte che "criminalizzare i migranti e' una misura sproporzionata che rischia di provocare ulteriori tendenze discriminatorie e xenofobe nel paese. Inoltre le recente norma introdotta dal senato che consente al personale medico di denunciare alla polizia migranti irregolari che si rivolgono al sistema sanitaria è profondamente ingiusta e potrebbe marginalizzare ulteriormente i migranti".
Per il Partito Democratico si tratta di una conferma di quanto sostenuto in questi mesi. Dorina Bianchi, capogruppo del Pd in commissione Sanità del Senato, afferma: “ Il comportamento del governo sul decreto sicurezza, che comprende anche le norme sull'obbligo dei medici di segnalazione degli stranieri privi del permesso di soggiorno, continua a collezionare richiami dalle autorità internazionali".
Anche il presidente della Camera Gianfranco Fini non stenta a riconoscere le falle nella politica del governo. La legge sull’immigrazione che porta il suo nome, la Bossi-Fini “alla luce delle esperienze relative e di alcune questioni applicative della legge, richiede alcuni correttivi. E’ assurdo chiedere a un immigrato, per rinnovare il permesso di soggiorno, di tornare nel paese di origine e poi tornare in Italia”.
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La Bossi tax, 500 milioni per salvare il governo. Spunta l'ipotesi di rinvio al 2010.
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No alle passerelle AnnoZero sospeso: censura politica? La libertà di informazione va rispettata sempre
15 aprile 2009
Il PD: concordiamo un decreto per l'emergenza.
“Berlusconi chiede al mondo politico di non andare in Abruzzo per fare passerelle e poi subito dopo convoca il prossimo Consiglio dei ministri a L'Aquila. Questa sì che sa di passerella e di operazione di immagine! Se vuole prendere provvedimenti per i terremotati lo faccia, ma a Palazzo Chigi. Sarebbe bene un ripensamento”. Così Dario Franceschini a margine della conferenza stampa per la presentazione del progetto internet Italia Nascosta.
Il messaggio è chiaro e forte. Lo è soprattutto se si considera la posizione di totale responsabilità assunta dal Pd nei giorni successivi al dramma abruzzese per evitare ogni forma di polemica e per concertare la massima collaborazione con il governo nell'affrontare l'emergenza del dopo terremoto.
“Voglio credere che lo stesso atteggiamento lo avrebbero avuto anche nel centrodestra a parti rovesciate. Ora però siamo davanti alla seconda fase di emergenza e alla ricostruzione. Per questo il nostro ruolo sarà quello di controllare come funzionano e funzioneranno le cose. Oggi Non verranno spenti i riflettori quando il terremoto non farà più notizia e si manterranno tutte le promesse fatte”.
"C'è una prima esigenza di risorse per l'emergenza – ha continuato Franceschini - e poi un secondo livello di cui ancora non si conosce la cifra che sono le risorse per la ricostruzione. Noi siamo pronti a discutere come reperire queste risorse ma è importante che le due fasi siano distinte".
Incalzato dai cronisti sulla vicenda di Annozero di Michele Santoro, per il reportage fatto da Sandro Ruotolo sul terremoto e le vignette satiriche di Vauro – che hanno portato alla sospensione del vignettista e la richiesta di riequilibrare l'informazione per Santoro nella prossima puntata -, Franceschini ha dichiarato:”A me Annozero non piace molto perché fatto da persone che pensano di avere la verità in tasca. Nonostante tutto sono fautore dell'assoluto rispetto per la libertà di informazione e di stampa. Vanno bene le critiche, non le sanzioni”.
Della stessa opinione anche Paolo Gentiloni, responsabile della Comunicazione del Pd, che ha ribadito che “la strada burocratico-disciplinare imboccata dalla direzione generale della Rai lascia sconcertati. E' assurdo pensare di affrontare problemi editoriali con provvedimenti censori. E' ancora più inspiegabile che tali provvedimenti riguardino la satira. Critiche e discussioni sui programmi di Santoro sono più che legittime ma non possono dar luogo a iniziative di questo genere. Il vertice Rai farebbe bene a concentrarsi sui veri problemi dell'azienda, invece di annunciare misure burocratiche nei confronti di Annozero o di Report”.
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sabato 7 marzo 2009
mercoledì 25 febbraio 2009
Petrolio. La relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo
Questa la relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: (AGR - Basilicatanet) - “Siamo stati chiamati più volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o proporre su un tema così fondamentale quale è quello del petrolio.Appare chiaro come una discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio, che non voglia essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita che proviene dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di generale e civile sfiducia che registra la società regionale, nonostante sia in prossimità di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e funzionale, su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima ostinazione. Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva compiuto un salto d’innovazione così ampio ed ambizioso, con cui ha saputo riformare lo statuto stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di presentazione turistica e di offerta economica, di riassetto sanitario e degli enti locali a tutto vantaggio di un nuovo e più ampio rapporto orizzontale tra amministrazione, cittadini ed imprese, si percepisce come il rapporto fra risorse ed opportunità sia totalmente disallineato. Tanto disallineato da amplificare ulteriormente la percezione della crisi e rendere più severo il giudizio sulla politica.Sappiamo che il tempo in cui abbiamo agito non è stato dei più facili. Per usare Camus è stato un tempo di resistenza vissuto quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto affrontare le prove più severe e quelle più urgenti alla sua determinazione di futuro provando a non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di sviluppo. Colpita al cuore delle sue ambizioni più forti da crisi globali e durature, esposta ai rischi di una gravissima recessione economica e sociale, attraversata da un incredibile carico mediatico d’inchieste giudiziarie, la Basilicata non si è arresa al gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto vuole rivendicare il suo spazio di libertà e d’iniziativa, mettendo ancora coraggio e buon cuore nella parte più complicata del suo impegno istituzionale.Sono convinto che il lavoro di tutti in questi anni troverà l’apprezzamento che merita. Del resto “fructum afferunt in patientia” dice Luca in 8, 15. Le cose portano frutto nella pazienza. E la storia tormentata di questi anni è stata a volte maldestramente raccontata all’opinione pubblica in un gioco diventato in alcuni momenti spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica, interessata al solito pettegolezzo di strada ed alla delegittimazione istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche ben consapevole dei limiti della politica su cui le giunte regionali di questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il peso delle loro scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha visto più volte il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità d’intenti, non risparmiando nemmeno il tono di riconoscibilità governativa e di mediazione ragionevole che invece avrebbe dovuto assolvere, almeno rispetto alla tradizione di difesa e di tenuta istituzionale sempre svolta dai suoi partiti fondatori. E ciò nonostante e per la buona disponibilità politica ed istituzionale di quest’aula, molto si può ancora fare per ritrovare un passo veloce e riformista d’iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che declini da subito le necessità di una nuova azione amministrativa. E lo si può fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla società lucana la sfida più importante, quella di non rassegnarsi al suo presente, ma di avere fiducia e responsabilità sulla partita del futuro come quella di un campo nuovo e diverso di opportunità che l’attività estrattiva può offrire.Si tratta di saper articolare, nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una iniziativa che offra alla Basilicata occasioni future di crescita.Il quadro degli accadimenti politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente questa traiettoria. Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e conflittuale tra nord e sud che da qualsiasi angolazione politica lo si analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di ribellione, la crisi che stringe d’assedio la debolezza dei territori e delle comunità. A questo quadro si può rispondere uniti negli interessi generali che sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo.E’ in questa direzione che può essere guadagnata la nostra discussione sul tema del petrolio. Evitando di cadere nel facile tranello della polemica ed invece misurando con forza politica un banco di prova utile a definire direzioni, orientamenti, questioni. Anche qui, però, occorre essere chiari. La cronologia politica e normativa che ha accompagnato la vicenda del petrolio in Basilicata è ormai nota. Lo Stato non era affatto preparato ad una simile scoperta e lo spazio di titolarità sui diritti di roaylties che la Regione è riuscita ad ottenere, con un braccio di ferro durissimo, sono state il massimo risultato possibile dentro quel tempo avaro e pieno di centralismo nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da quest’aula, consenso ed approvazione. La riduzione della bolletta energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della loro difesa reddituale. 5 milioni per il sostegno all’Università degli Studi della Basilicata. 20 milioni per la garanzia creditizia alle imprese. Chi mai potrebbe interrogarsi realmente sulle direttive di un’azione di sostegno così ampia e consistente che innesta sui settori strategici della ricerca scientifica e dei territori, delle imprese e delle famiglie e del welfare? Ma nonostante tutto ancora si assiste ad un dibattito in certi momenti povero di verità, in cui le contraffazioni d’autore riempiono la pancia della discussione pubblica di illusioni salvatrici. E’ la solita porta stretta delle cattive abitudini, mi consentirete, con cui si vuole ancora una volta fare il male della nostra regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri, quanto è lungo e severo il giudizio che dobbiamo in quest’aula consegnare alla società lucana? E smascherare le cassandre di turno che vorrebbero un paradiso di felicità e di autarchia regionale che non può esistere con risorse così ridotte e misurate sulla scala infinita dei problemi del mondo. Diversamente da quest’aula mi aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio raggio che proponga l’obiettivo di riallineare il petrolio sul campo delle maggiori garanzie d’accesso ai territori ed ai suoi versanti di sviluppo diretto: imprese, cultura, turismo. E dentro questo obiettivo comune realizzi un fronte rivendicativo bipartisan che abbia buone motivazioni e più forti ragioni sui diritti della Basilicata. Abbiamo notato come nella dispersione percepita delle opportunità si vada, a volte clamorosamente, dilatando l’esigenza di sicurezza e di tutela della salute e dell’ambiente. Pur sapendo che non siamo stati scoperti su questo versante, abbiamo voluto rilanciare operativamente anche su questo fronte.Con l’avvio dello strumento più eccezionale che è quello del piano di sorveglianza sanitario della comunità, della definitiva e permanente strutturazione di una rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri enti che hanno competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di partecipazione che abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della trasparenza.Sono consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra Stato-Regione-Compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere dal federalismo. Un quadro capace d’intervenire efficacemente anche sull’allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati d’estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare già nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari lucani, a cui chiederò nell’interesse generale della Basilicata, di costruire azioni di lobbying politica per portare avanti con la massima unità e la più assoluta determinazione la questione del petrolio e del livello effettivo dei suoi vantaggi, delle sue risorse e dei suoi investimenti.In questo ambito la rassegna delle proposte da lanciare al Governo e su cui quest’aula dovrebbe discutere, può riferirsi ad una forte azione nel settore dell’alta formazione e delle Infrastrutture per la Basilicata. In particolar modo:1) Finanziare già dal 2011 in Basilicata la Facoltà di Medicina e la Scuola di Specializzazione in igiene ambientale e degli impianti industriali. 2) Finanziare una Scuola Superiore in Tecnologie industriali degli Idrocarburi, che permetta la nascita in Regione di giovani con competenze specifiche nel settore degli idrocarburi e in generale nel settore della componentistica energetica per formare i quadri, che serviranno per il distretto energetico, con sedi operative nel distretto energetico.3) Aprire una trattativa sulle infrastrutture. Appare chiaro, se vogliamo il bene di questa terra, che i grandi concessionari ANAS e Trenitalia e lo stesso programma proposto dal Governo non tengano nel debito conto la Basilicata.4) Adozione da parte del Governo di uno specifico provvedimento legislativo di perequazione a favore delle aree interessate dalle estrazioni (o da grandi produzioni da fonte fossile o nelle aree di raffinazione) mirante a consentire accordi, in cui la Regione svolga l’attività di garante e aggregatore della domanda di energia primaria o secondaria (gas, olio, energia elettrica) tra i Concessionari (o le Aziende produttrici di energia) ubicati in un determinato territorio e le aziende estrattrici o produttrici operanti nel territorio. Il provvedimento determinerebbe delle “isole energetiche” nelle quali, attesi i disagi connessi alle produzioni e attesa la minore infrastrutturazione di dette aree, si preveda “a titolo di compensazione” la possibilità per le Aziende che vi si insediano di poter beneficiare di energia a costo più contenuto . Gli accordi nel rispetto delle regole di mercato enfatizzerebbero i vantaggi economici localizzativi connessi alla distanza dai “luoghi di produzione” e quelli connessi alla gestione razionale ed aggregata dell’acquisizione dell’energia da parte delle aziende. Il cappello del Governo potrebbe efficacemente difendere l’iniziativa dagli strali dell’Autorità della Concorrenza. Tutta l’attività si annoderà con il nuovo programma di sviluppo per le aree di estrazioni, che prevederà l’avvio a regia centrale di tre progetti complessi:a) Programma di incentivazione all’insediamento di industrie produttrici di componentistica per il rinnovabile;b) Programma per lo sviluppo delle filiere agroalimentare nei territori delle estrazioni;c) Programma per la nascita di un attrattore turististico/culturale “valle dell’Energia”.Anche sul rapporto di negoziazione con le Compagnie petrolifere si dovrà perseguire:1. Lo sblocco degli accordi ancora non attuati (Sviluppo sostenibile 40 MLD lire, Contributi per la Gestione del Monitoraggio ambientale 90 MLD lire, Contributo per la Società di sviluppo (accordo non firmato) 10 MLD, attivazione dell’Osservatorio Ambientale).2. Il ripristino per ulteriori 10 anni del Contributo di Compensazione ambientale di 5,6 M€/anno per la forestazione, di cui l’ultimo anno di erogazione è stato il 2008.3. La realizzazione di un distretto dell’Energia intorno all’area delle estrazioni in cui Eni e Shell si impegnino a far allocare i principali fornitori di tecnologie accessorie per le attività di estrazione ed in generale per l’energia (componentistica per il rinnovabile – si pensi ad es. ad un impianto per la produzione di celle per il fotovoltaico, di cui Eni è uno dei 5 produttori italiani e l’unico stabilimento italiano è a Nettuno), che generi un indotto occupazionale certo. In effetti in coerenza con le indicazioni contenute nella Deliberazione CIPE n. 166 del 21 dicembre 2007 “Attuazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 Programmazione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate”, la Regione persegue l’obiettivo di promuovere la realizzazione di un “distretto energetico”, in Val d’Agri, finalizzato a:• lo sviluppo di attività di ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione in campo energetico, facendo leva sul costituendo centro studi “Enrico Mattei” e coinvolgendo a tal fine le altre ‘eccellenze’ regionali a partire dall’Università degli Studi di Basilicata; • l’insediamento nell’area di imprese innovative specializzate nella produzione di tecnologie e componentistica utili all’innalzamento dell’efficienza energetica da parte degli utilizzatori finali in campo sia civile che produttivo;• l’attivazione di filiere produttive incentrate sull’adozione di materiali tecniche e tecnologie innovative per la produzione di energia con particolare riferimento alle fonti rinnovabili ed alla cogenerazione;• la realizzazione, con il supporto della SEL, di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con i caratteri della innovazione e sperimentazione con il coinvolgimento di enti di ricerca (ENEA – Università Agrobios, CNR etc), enti locali,e, ove necessario, dei grandi operatori del settore, anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata (Enel, SunPower ecc.);4. l’Extra Bonus (o extra – sconto) sulla bolletta di tutti i residenti in Basilicata (lettera a Scaroni di De Filippo), di almeno il 10-15 % sul valore della materia prima venduta in Regione. Il Beneficio potrebbe portare ad una riduzione del costo del Gas (abbinata all’iniziativa regionale veramente significativa).5. La valutazione dell’estendibilità dell’extra-bonus sul gas anche alle imprese lucane nell’ottica di attuare una compensazione energetica ai territori interessati dalle estrazioni, caratterizzati da un ritardo di sviluppo e da consistenti difficoltà di accessibilità (il quadro evolutivo internazionale caratterizzato dalla crisi finanziaria dovrebbe attenuare le problematiche di antitrust esistenti in proposito), l’entità di tale sconto potrebbe configurarsi nell’impegno di ENI a garantire a tutte le imprese lucane un prezzo della materia prima pari a quello di vendita al PSV al netto quindi degli oneri di trasporto, distribuzione, commercializzazione all’ingrosso e vendita, o ancora meglio, pari alla Qe, tariffa cui fin ora ha pagato il gas della Regione, e tale impegno negoziale produrrebbe un risparmio consistente rispetto alle tariffe normalmente praticate alle imprese, tale azione andrebbe inquadrata nella politica commerciale di ENI finalizzata a favorire lo sviluppo delle aree di estrazione, avrebbe buone possibilità di ricevere un ok dall’Antitrust, in quanto andrebbe ad intervenire su extracosti, pagati dalle imprese (soprattutto le medio piccole in ragione della loro localizzazione e della loro inadeguatezza tecnica a concordare il prezzo della materia prima) e si esplicherebbe prevalentemente nella capacità negoziale di Eni stessa con il territorio della Basilicata. Gli effetti pratici sarebbero significativi il valore della Qe del 2007 è stata pari a 21 c€/mc in tale periodo difficilmente imprese lucane hanno ottenuto gas a meno di 33 c€/mc, nel 2008 la Qe è stata di 28 c€/mc e le imprese lucane non hanno ottenuto in questo anno forniture di gas a meno di 38-40 c€/mc. 6. Il cofinanziamento di impianti di produzione di energia da fonti non fossili per complessivi 180 MW (impianti del valore di circa 180 M€) da realizzare tramite un programma quinquennale, finalizzato a rendere la Pubblica Amministrazione Lucana assolutamente autosufficiente da un punto di vista energetico (100 MW ) + una produzione aggiuntiva corrispondente ad una potenza di 80 MW per garantire un consistente e prolungato abbattimento del costo dell’energia ai residenti nelle aree interessate da infrastrutture energetiche (cofinanziamento al Programma SEL art.9 L.31/2008);7. La cessione di tutto il Gas della Val d’Agri per venderne quota al PSV al fine di finanziare impianti da rinnovabile, da realizzare nei prossimi 6 anni.Sono alcune direttrici di lavoro sulle quali ci potremo ripiegare nei prossimi giorni. Un lavoro di merito fatto dal governo regionale e dai capigruppo per arrivare ad una piattaforma condivisa che ci permetterebbe di aprire il negoziato con governo e compagnie in maniera forte e decisiva. Questo orizzonte presuppone responsabilità massime della maggioranza e della minoranza. Da parte sua il governo è pronto a questo confronto.
Lanciata la Conferenza Programmatica Regionale e la nomina della segreteria Regionale.
Parte oggi il percorso del Pd di Basilicata che porterà alla Conferenza regionale di programma, pervista per il prossimo autunno. E intanto già ad aprile conferenza regionale sull’Economia e sul Welfare preceduta da appuntamenti tematici che coinvolgeranno iscritti, elettori e cittadini su tutto il territorio.
E’ quanto è emerso dall’intera giornata che i democratici lucani hanno vissuto oggi sia a livello istituzionale che politico, a partire dall’incontro organizzato dal gruppo regionale del Pd con il mondo dell’economia e del lavoro, fino alla prima riunione della segreteria regionale nominata nei giorni dal segretario regionale Piero Lacorazza.
Dell’esecutivo regionale del partito fanno parte Marco Arcieri, Giovanna D’Amato, Salvatore Infantino, Lina Marchisella, Antonello Molinari, Dino Paradiso, Antonietta Petrone, Roberto Speranza, Angelo Summa, Nicola Valluzzi e Rosy Viceconte. A cui si aggiungono i componenti di diritto il segretario regionale dei Giovani Democratici, Giovanni Casaletto, i segretari provinciali Ignazio Petrone e Anna Rosa Ferrara e il tesoriere Angelo Raffaele Colangelo. Una nuova giovane e competente segreteria che nei prossimi giorni sarà completata e definita nelle deleghe e nelle responsabilità.
Sarà costituito, nelle prossime settimane, anche un ufficio programma che si avvarrà anche del contributo di elaborazione e di formazione politica della Fondazione BasilicataFuturo e delle associazioni che vorranno partecipare alla rete per un nuovo pensiero democratico.
“Una giornata – spiega il segretario – costruita così proprio per lanciare un messaggio chiaro: il Pd vuole costruire un progetto condiviso e partecipato per il futuro della Basilicata e mettere in campo una nuova classe dirigente. Il periodo turbolento a cui siamo stati e siamo esposti non può e non deve fermare il percorso di cambiamento che il Pd ha avviato”.
Lacorazza, infatti, si riferisce in particolare “al processo di rinnovamento messo in campo soprattutto con la composizione dei circoli territoriali del Pd in tutti i comuni. Una statistica che offre dati confortanti, con un’età media dei segretari di circa 40 anni, con circa un terzo sotto i 35 anni ma soprattutto, su quasi 130 circoli, oltre il 70% sono segretari alla prima esperienza. Un processo che include anche i 10 mila giovani che hanno votato alle primarie per costruire la nuova organizzazione giovanile del partito, Generazione Democratica, che ha rappresentato il dato percentuale più alto d’Italia. Sta crescendo, dunque, una nuova classe dirigente che con il Pd incontra culture politiche, valori e ideali dentro la storia e verso il futuro”.
“Abbiamo strutturato e radicato il partito nel territorio. – conclude Lacorazza – Con la giornata di oggi vogliamo renderlo più aperto al contributo di esperienze, competenze e speranze che insieme potranno essere il lievito di un rinnovato progetto per una Basilicata connessa, accogliente, competitiva e giovane”.
la pagina con il profilo dei componenti della segreteria regionale (http://new.basilicatapd.it/Article.aspx?id=463)
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