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mercoledì 25 febbraio 2009

Petrolio. La relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo

Questa la relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: (AGR - Basilicatanet) - “Siamo stati chiamati più volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o proporre su un tema così fondamentale quale è quello del petrolio.Appare chiaro come una discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio, che non voglia essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita che proviene dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di generale e civile sfiducia che registra la società regionale, nonostante sia in prossimità di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e funzionale, su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima ostinazione. Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva compiuto un salto d’innovazione così ampio ed ambizioso, con cui ha saputo riformare lo statuto stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di presentazione turistica e di offerta economica, di riassetto sanitario e degli enti locali a tutto vantaggio di un nuovo e più ampio rapporto orizzontale tra amministrazione, cittadini ed imprese, si percepisce come il rapporto fra risorse ed opportunità sia totalmente disallineato. Tanto disallineato da amplificare ulteriormente la percezione della crisi e rendere più severo il giudizio sulla politica.Sappiamo che il tempo in cui abbiamo agito non è stato dei più facili. Per usare Camus è stato un tempo di resistenza vissuto quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto affrontare le prove più severe e quelle più urgenti alla sua determinazione di futuro provando a non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di sviluppo. Colpita al cuore delle sue ambizioni più forti da crisi globali e durature, esposta ai rischi di una gravissima recessione economica e sociale, attraversata da un incredibile carico mediatico d’inchieste giudiziarie, la Basilicata non si è arresa al gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto vuole rivendicare il suo spazio di libertà e d’iniziativa, mettendo ancora coraggio e buon cuore nella parte più complicata del suo impegno istituzionale.Sono convinto che il lavoro di tutti in questi anni troverà l’apprezzamento che merita. Del resto “fructum afferunt in patientia” dice Luca in 8, 15. Le cose portano frutto nella pazienza. E la storia tormentata di questi anni è stata a volte maldestramente raccontata all’opinione pubblica in un gioco diventato in alcuni momenti spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica, interessata al solito pettegolezzo di strada ed alla delegittimazione istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche ben consapevole dei limiti della politica su cui le giunte regionali di questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il peso delle loro scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha visto più volte il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità d’intenti, non risparmiando nemmeno il tono di riconoscibilità governativa e di mediazione ragionevole che invece avrebbe dovuto assolvere, almeno rispetto alla tradizione di difesa e di tenuta istituzionale sempre svolta dai suoi partiti fondatori. E ciò nonostante e per la buona disponibilità politica ed istituzionale di quest’aula, molto si può ancora fare per ritrovare un passo veloce e riformista d’iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che declini da subito le necessità di una nuova azione amministrativa. E lo si può fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla società lucana la sfida più importante, quella di non rassegnarsi al suo presente, ma di avere fiducia e responsabilità sulla partita del futuro come quella di un campo nuovo e diverso di opportunità che l’attività estrattiva può offrire.Si tratta di saper articolare, nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una iniziativa che offra alla Basilicata occasioni future di crescita.Il quadro degli accadimenti politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente questa traiettoria. Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e conflittuale tra nord e sud che da qualsiasi angolazione politica lo si analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di ribellione, la crisi che stringe d’assedio la debolezza dei territori e delle comunità. A questo quadro si può rispondere uniti negli interessi generali che sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo.E’ in questa direzione che può essere guadagnata la nostra discussione sul tema del petrolio. Evitando di cadere nel facile tranello della polemica ed invece misurando con forza politica un banco di prova utile a definire direzioni, orientamenti, questioni. Anche qui, però, occorre essere chiari. La cronologia politica e normativa che ha accompagnato la vicenda del petrolio in Basilicata è ormai nota. Lo Stato non era affatto preparato ad una simile scoperta e lo spazio di titolarità sui diritti di roaylties che la Regione è riuscita ad ottenere, con un braccio di ferro durissimo, sono state il massimo risultato possibile dentro quel tempo avaro e pieno di centralismo nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da quest’aula, consenso ed approvazione. La riduzione della bolletta energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della loro difesa reddituale. 5 milioni per il sostegno all’Università degli Studi della Basilicata. 20 milioni per la garanzia creditizia alle imprese. Chi mai potrebbe interrogarsi realmente sulle direttive di un’azione di sostegno così ampia e consistente che innesta sui settori strategici della ricerca scientifica e dei territori, delle imprese e delle famiglie e del welfare? Ma nonostante tutto ancora si assiste ad un dibattito in certi momenti povero di verità, in cui le contraffazioni d’autore riempiono la pancia della discussione pubblica di illusioni salvatrici. E’ la solita porta stretta delle cattive abitudini, mi consentirete, con cui si vuole ancora una volta fare il male della nostra regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri, quanto è lungo e severo il giudizio che dobbiamo in quest’aula consegnare alla società lucana? E smascherare le cassandre di turno che vorrebbero un paradiso di felicità e di autarchia regionale che non può esistere con risorse così ridotte e misurate sulla scala infinita dei problemi del mondo. Diversamente da quest’aula mi aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio raggio che proponga l’obiettivo di riallineare il petrolio sul campo delle maggiori garanzie d’accesso ai territori ed ai suoi versanti di sviluppo diretto: imprese, cultura, turismo. E dentro questo obiettivo comune realizzi un fronte rivendicativo bipartisan che abbia buone motivazioni e più forti ragioni sui diritti della Basilicata. Abbiamo notato come nella dispersione percepita delle opportunità si vada, a volte clamorosamente, dilatando l’esigenza di sicurezza e di tutela della salute e dell’ambiente. Pur sapendo che non siamo stati scoperti su questo versante, abbiamo voluto rilanciare operativamente anche su questo fronte.Con l’avvio dello strumento più eccezionale che è quello del piano di sorveglianza sanitario della comunità, della definitiva e permanente strutturazione di una rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri enti che hanno competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di partecipazione che abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della trasparenza.Sono consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra Stato-Regione-Compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere dal federalismo. Un quadro capace d’intervenire efficacemente anche sull’allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati d’estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare già nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari lucani, a cui chiederò nell’interesse generale della Basilicata, di costruire azioni di lobbying politica per portare avanti con la massima unità e la più assoluta determinazione la questione del petrolio e del livello effettivo dei suoi vantaggi, delle sue risorse e dei suoi investimenti.In questo ambito la rassegna delle proposte da lanciare al Governo e su cui quest’aula dovrebbe discutere, può riferirsi ad una forte azione nel settore dell’alta formazione e delle Infrastrutture per la Basilicata. In particolar modo:1) Finanziare già dal 2011 in Basilicata la Facoltà di Medicina e la Scuola di Specializzazione in igiene ambientale e degli impianti industriali. 2) Finanziare una Scuola Superiore in Tecnologie industriali degli Idrocarburi, che permetta la nascita in Regione di giovani con competenze specifiche nel settore degli idrocarburi e in generale nel settore della componentistica energetica per formare i quadri, che serviranno per il distretto energetico, con sedi operative nel distretto energetico.3) Aprire una trattativa sulle infrastrutture. Appare chiaro, se vogliamo il bene di questa terra, che i grandi concessionari ANAS e Trenitalia e lo stesso programma proposto dal Governo non tengano nel debito conto la Basilicata.4) Adozione da parte del Governo di uno specifico provvedimento legislativo di perequazione a favore delle aree interessate dalle estrazioni (o da grandi produzioni da fonte fossile o nelle aree di raffinazione) mirante a consentire accordi, in cui la Regione svolga l’attività di garante e aggregatore della domanda di energia primaria o secondaria (gas, olio, energia elettrica) tra i Concessionari (o le Aziende produttrici di energia) ubicati in un determinato territorio e le aziende estrattrici o produttrici operanti nel territorio. Il provvedimento determinerebbe delle “isole energetiche” nelle quali, attesi i disagi connessi alle produzioni e attesa la minore infrastrutturazione di dette aree, si preveda “a titolo di compensazione” la possibilità per le Aziende che vi si insediano di poter beneficiare di energia a costo più contenuto . Gli accordi nel rispetto delle regole di mercato enfatizzerebbero i vantaggi economici localizzativi connessi alla distanza dai “luoghi di produzione” e quelli connessi alla gestione razionale ed aggregata dell’acquisizione dell’energia da parte delle aziende. Il cappello del Governo potrebbe efficacemente difendere l’iniziativa dagli strali dell’Autorità della Concorrenza. Tutta l’attività si annoderà con il nuovo programma di sviluppo per le aree di estrazioni, che prevederà l’avvio a regia centrale di tre progetti complessi:a) Programma di incentivazione all’insediamento di industrie produttrici di componentistica per il rinnovabile;b) Programma per lo sviluppo delle filiere agroalimentare nei territori delle estrazioni;c) Programma per la nascita di un attrattore turististico/culturale “valle dell’Energia”.Anche sul rapporto di negoziazione con le Compagnie petrolifere si dovrà perseguire:1. Lo sblocco degli accordi ancora non attuati (Sviluppo sostenibile 40 MLD lire, Contributi per la Gestione del Monitoraggio ambientale 90 MLD lire, Contributo per la Società di sviluppo (accordo non firmato) 10 MLD, attivazione dell’Osservatorio Ambientale).2. Il ripristino per ulteriori 10 anni del Contributo di Compensazione ambientale di 5,6 M€/anno per la forestazione, di cui l’ultimo anno di erogazione è stato il 2008.3. La realizzazione di un distretto dell’Energia intorno all’area delle estrazioni in cui Eni e Shell si impegnino a far allocare i principali fornitori di tecnologie accessorie per le attività di estrazione ed in generale per l’energia (componentistica per il rinnovabile – si pensi ad es. ad un impianto per la produzione di celle per il fotovoltaico, di cui Eni è uno dei 5 produttori italiani e l’unico stabilimento italiano è a Nettuno), che generi un indotto occupazionale certo. In effetti in coerenza con le indicazioni contenute nella Deliberazione CIPE n. 166 del 21 dicembre 2007 “Attuazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 Programmazione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate”, la Regione persegue l’obiettivo di promuovere la realizzazione di un “distretto energetico”, in Val d’Agri, finalizzato a:• lo sviluppo di attività di ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione in campo energetico, facendo leva sul costituendo centro studi “Enrico Mattei” e coinvolgendo a tal fine le altre ‘eccellenze’ regionali a partire dall’Università degli Studi di Basilicata; • l’insediamento nell’area di imprese innovative specializzate nella produzione di tecnologie e componentistica utili all’innalzamento dell’efficienza energetica da parte degli utilizzatori finali in campo sia civile che produttivo;• l’attivazione di filiere produttive incentrate sull’adozione di materiali tecniche e tecnologie innovative per la produzione di energia con particolare riferimento alle fonti rinnovabili ed alla cogenerazione;• la realizzazione, con il supporto della SEL, di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con i caratteri della innovazione e sperimentazione con il coinvolgimento di enti di ricerca (ENEA – Università Agrobios, CNR etc), enti locali,e, ove necessario, dei grandi operatori del settore, anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata (Enel, SunPower ecc.);4. l’Extra Bonus (o extra – sconto) sulla bolletta di tutti i residenti in Basilicata (lettera a Scaroni di De Filippo), di almeno il 10-15 % sul valore della materia prima venduta in Regione. Il Beneficio potrebbe portare ad una riduzione del costo del Gas (abbinata all’iniziativa regionale veramente significativa).5. La valutazione dell’estendibilità dell’extra-bonus sul gas anche alle imprese lucane nell’ottica di attuare una compensazione energetica ai territori interessati dalle estrazioni, caratterizzati da un ritardo di sviluppo e da consistenti difficoltà di accessibilità (il quadro evolutivo internazionale caratterizzato dalla crisi finanziaria dovrebbe attenuare le problematiche di antitrust esistenti in proposito), l’entità di tale sconto potrebbe configurarsi nell’impegno di ENI a garantire a tutte le imprese lucane un prezzo della materia prima pari a quello di vendita al PSV al netto quindi degli oneri di trasporto, distribuzione, commercializzazione all’ingrosso e vendita, o ancora meglio, pari alla Qe, tariffa cui fin ora ha pagato il gas della Regione, e tale impegno negoziale produrrebbe un risparmio consistente rispetto alle tariffe normalmente praticate alle imprese, tale azione andrebbe inquadrata nella politica commerciale di ENI finalizzata a favorire lo sviluppo delle aree di estrazione, avrebbe buone possibilità di ricevere un ok dall’Antitrust, in quanto andrebbe ad intervenire su extracosti, pagati dalle imprese (soprattutto le medio piccole in ragione della loro localizzazione e della loro inadeguatezza tecnica a concordare il prezzo della materia prima) e si esplicherebbe prevalentemente nella capacità negoziale di Eni stessa con il territorio della Basilicata. Gli effetti pratici sarebbero significativi il valore della Qe del 2007 è stata pari a 21 c€/mc in tale periodo difficilmente imprese lucane hanno ottenuto gas a meno di 33 c€/mc, nel 2008 la Qe è stata di 28 c€/mc e le imprese lucane non hanno ottenuto in questo anno forniture di gas a meno di 38-40 c€/mc. 6. Il cofinanziamento di impianti di produzione di energia da fonti non fossili per complessivi 180 MW (impianti del valore di circa 180 M€) da realizzare tramite un programma quinquennale, finalizzato a rendere la Pubblica Amministrazione Lucana assolutamente autosufficiente da un punto di vista energetico (100 MW ) + una produzione aggiuntiva corrispondente ad una potenza di 80 MW per garantire un consistente e prolungato abbattimento del costo dell’energia ai residenti nelle aree interessate da infrastrutture energetiche (cofinanziamento al Programma SEL art.9 L.31/2008);7. La cessione di tutto il Gas della Val d’Agri per venderne quota al PSV al fine di finanziare impianti da rinnovabile, da realizzare nei prossimi 6 anni.Sono alcune direttrici di lavoro sulle quali ci potremo ripiegare nei prossimi giorni. Un lavoro di merito fatto dal governo regionale e dai capigruppo per arrivare ad una piattaforma condivisa che ci permetterebbe di aprire il negoziato con governo e compagnie in maniera forte e decisiva. Questo orizzonte presuppone responsabilità massime della maggioranza e della minoranza. Da parte sua il governo è pronto a questo confronto.

giovedì 29 gennaio 2009

28/01/2009 Fondazione BasilicataFuturo: venerdi 30 gennaio a Matera Gianrico Carofiglio presenta "Nè qui nè altroVe".

Continuano le attività della Fondazione di cultura politica BasilicataFuturo. Venerdì 30 gennaio 2009 a Matera presso il Complesso Le Monacelle con inizio alle ore 18.00, Gianrico Carofiglio presenta il libro “Né qui né altroVe”. >>>scarica la locandina<<< Inoltre sono stati messi in programma altri due appuntamenti: - il 6 febbraio ’09 a Potenza nell’ambito del ciclo di seminari su MEZZOGIORNO TRA GLOBALIZZAZIONE E FEDERALISMO, verrà svolto il primo seminario “Scenari e strategie per il Mezzogiorno tra programmi comunitari, politiche nazionali e modelli di sviluppo locale”. - il 20 febbraio ’09 a Potenza Ignazio Marino presenterà il libro “Credere e Curare”.

mercoledì 28 gennaio 2009

L'INTERVENTO DI CHIUSURA DI DE FILIPPO AL CONSIGLIO REGIONALE

"Dopo molte e buone parole, io poche parole in relazione anche ad una discussione che come siamo abituati in questo Consiglio è stata lunga. Vorrei partire con una battuta: speriamo di aver guadagnato almeno un giorno alla democrazia, con la discussione, non aver sprecato invece una lunga seduta che anche dal lungo elenco di atti che erano all’ordine del giorno sarebbe stata molto più produttiva, per dotare di risposte le domande che negli stessi interventi in qualche modo hanno anche questa sera…io di fatto alla nuova Giunta ho deciso di cambiare programma, faremo due Giunte alla settimana. Il Consiglio dipende anche da quello. Innanzitutto come si fa e come devo, non solo come si fa in queste circostanze devo dare un attestato e un sincero ringraziamento da amico e anche da Presidente della Regione all’assessore Falotico che ha svolto per questi mesi un’attività molto positiva nello stretto vincolo degli interessi della comunità e di un settore complicato e delicato qual è quello dell’agricoltura che produce anche a parte la quantità e la qualità di prodotti straordinari, produce, per ragioni che ovviamente io tralascio in questa sede di commentare, anche grandi difficoltà e grandi crisi di contesto, di scenario e anche di opportunità che noi bene conosciamo e che dobbiamo continuare ad affrontare in questo Consiglio. Ho sentito che ha annunciato una sua scelta, spero che continui a lavorare e riflettere e aiutare anche a cambiare, secondo le cose che ci ha detto anche questa sera, una forza politica che prova a cambiare l’Italia, prova a cambiare la Basilicata e che ha bisogno anche al suo interno di ragioni e di forze di cambiamento. Vorrei anche augurare all’assessore Straziuso che ritorna da questa parte con l’esperienza anche di questi anni del Consiglio, un’attività proficua in un settore delicato e complesso come quello delle attività produttive che ha molte ragioni di difficoltà, di critica, di attese, di aspettativa che in questo tempo noi dovremmo sapere mettere in campo. Saluto con molto piacere e anche molto rispetto e stima umana ed intellettuale, una personalità politica che è viva e vegeta nella nostra regione, quale l’assessore Viti che pur avendo vissuto un impegno istituzionale molti anni fa, il tenore e anche l’adeguatezza della discussione è del tutto attuale, perché penso che a nessuno di voi è sfuggita la sua costante, cospicua e fattiva presenza nel dibattito politico, devo dire anche culturale della nostra Regione. Non mi vorrei molto soffermare sul senso di questa squadra. La politica dispone le sue forze di rappresentanza secondo i progetti che ha in campo, secondo le indicazioni che vuole raggiungere e io penso che in questa fase della vita politica, era utile e giusto aprire una discussione tra consiglio e partiti che ha prodotto il risultato che voi avete innanzi, questo governo non nasce dal niente. Poi, ovviamente la politica è fatta anche di dissimulazioni, di nascondimenti, ma chiunque si meraviglia di questo governo per la lunga discussione che c’è stata nei due mesi precedenti, al di là se ha condiviso totalmente o parzialmente questa discussione, sicuramente io credo che il sentimento della meraviglia non dovrebbe far parte diciamo così. E’ stata una crisi abbastanza dibattuta e discussa nella quale ci sono state azioni di responsabilità anche del presidente della Regione, questa indicazione che viene utilizzata per i Papi, diciamo, Basilicata quater, De Filippo primo, secondo, il terzo è stato frutto di un ragionamento di responsabilità ed io ricordo a memoria avendolo letto e scritto parola per parola il comunicato di annuncio. Era tutta dentro l’ansia di riforma che io spero verrà apprezzata nei prossimi anni da questa Regione e che non poteva sul punto più delicato, consigliere Ruggiero, quello della Sanità, non poteva assolutamente presentare, diciamo così, momenti di rallentamento e non applicazione. C’è una scadenza che era stata già con qualche sospetto dibattuto, che era quello del 31 dicembre di un Governo dimissionario non avrebbe potuto assumere atti di quella dimensione e di quella qualità, a parte anche il resto dell’attività amministrativa e proprio per rispetto al dibattito e alla discussione, quando io venni in Consiglio e vi parlai di una crisi politica e non di governo, significava che a quel punto dalla mia dichiarazioni le prerogative costituzionali, strumentalmente certe volte richiamate in questo Consiglio che sono in capo al Presidente della Regione, molto modestamente e con molta trasparenza, forse non erano sufficienti in un’azione che pretendeva la sperimentazione che noi stiamo assaporando da oggi in poi di un ripristino di relazioni tra le forze politiche che si stanno, io spero, ricomponendo e che possono dare a questa regione ancora una prospettiva e una possibilità di progetto. Noto, lo voglio dire soprattutto a molti Consiglieri, questa volta mi consentirà il Consigliere Pagliuca con molta simpatia, molti consiglieri nel campo della maggioranza che oggi sfuggono con la libertà di mandato che hanno a disposizione a questo vincolo che era dentro la perimetrazione del Consiglio. L’irrealtà descritta non produce quasi mai consenso. L’aggravamento dell’esterno a questa stanza per la nostra possibilità di radicare consenso, secondo me, ci produrrà qualche delusione e a me pare con molta modestia che c’è una sorta di cupio dissolvi nelle nostre valutazioni. Per te che sei ritornato ad essere democristiano, come ci hai detto, quindi hai dentro questa tua prospettiva anche la parola cristiano, vorrei ricordarti che questo desiderio di morire, “il cupio dissolvi”, la traduzione, desiderio di morire, diciamo così, da vecchio studente di latino, è una frase di San Paolo in una delle più belle lettere ai Filippesi e lui manifestava sempre questo dramma, se inclinarsi sul “cupio dissolvi”, sul desiderio di morire o stare nella carne, nella realtà.Io penso che noi esageriamo a descrivere il mondo che ci sta intorno perché quella descrizione può essere utile per la nostra strategia politica, come se ci fosse una memoria che non sedimenta in questo Consiglio, perché poi tutti i dibattiti si consumano come la vita di una farfalla, tra tre mesi ci siamo dimenticati di quello che forse dicevamo oggi, è una memoria che non sedimenta, è una strana memoria quella del Consiglio, è una memoria che cancella più che sedimenta.Io vorrei ricordarvi, ricordare alle forze politiche della maggioranza, che c’è stato ancora questa volta un tentativo metodologico corretto che è quello di un programma di fine legislatura. Io non vorrei fare arrossire molti Consiglieri che hanno parlato di un libro dei sogni o di una cosa impossibile, perché se io leggessi i capitoletti di quel programma sono esattamente le cose che noi potremmo fare in tre mesi: il piano turistico, che è già all’ordine del giorno del governo regionale e che sarà trasmesso da qui, io spero, a una settimana al Consiglio, la legge sulla competitività che è già all’ordine del giorno, l’attuazione di una serie di misure per le famiglie che sono dentro la Finanziaria, quella sull’energie, lo sconto del gas, le misure per i lavoratori espulsi dai cicli produttivi che sono sottoposti a misure di ammortizzatori sociali, sono tutte cose che volendo noi agire le potremmo attuare velocemente. Ho anche detto alla maggioranza, l’ho detto nella conferenza stampa della fine dell’anno, perché una buona politica deve anche manifestare con molta trasparenza quali sono gli intendimenti nostri e ho detto anche alla maggioranza che avete a disposizione, per questo servizio, fino alla fine di questa legislatura, una persona, in questo caso il Presidente della Regione, che si è ufficialmente, ostinatamente e definitivamente sottratto da qualsisia organigramma, non per le ragioni, diciamo così, di resa rispetto anche alla difficoltà della politica o come peggio potrebbe pensare qualcuno ad altro, tutt’altro, è perché penso che questo è un mestiere che deve consegnare alla fine di una esperienza, con grande gratitudine, un bagaglio di conoscenze, di possibilità di passioni per fare un cambiamento vero. Quindi quando sento in quest’Aula che c’è una guerra dentro al PD, fatta di organigrammi, io penso che voi state ancora, chi lo dice sta ancora sulla vecchia politica, perché il Presidente della Regione è fuori da questa diatriba e vuole accompagnare questa maggioranza, se è possibile, se è praticabile, ad uno sforzo, ad un salto di cambiamento anche in questa regione.E se guardate anche l’apparente remissiva accondiscendenza a relazioni che sono rappresentate in questo governo, vanno esattamente in questa direzione, perché, senza fare molti sforzi, penso che l’Assessore Viti sarà un mio formidabile alleato per aiutare questo cambiamento del centro-sinistra, potrei dire anche l’Assessore Straziuso, che sono gli innesti di questo nuovo governo. Quindi se questo potesse servire rassereniamoci, c’è spazio, c’è possibilità per fare cose buone in questa Regione. Se facciamo lo Statuto, se riusciamo a fare la legge elettorale ovviamente si migliora e si qualifica anche la rappresentanza.Penso che questo senso profondo di responsabilità io non l’ho annunciato, credo che questo sia un metodo buono, uno deve parlare alla comunità, deve dire alla comunità quello che vuole fare, non lo deve dire soltanto alle sezioni, ad un dibattito interno.Io l’ho detto alla comunità e non arretrerò da questa mia posizione.Speravo che questo ingrediente avesse abbassato anche un po’ la tensione dentro il centro-sinistra e forse anche dentro al PD, che è vero, ha ragione Donato Salvatore, essendo il maggiore partito, ha le maggiori responsabilità, nel bene e nel male. Quindi io spero che possa assumerle totalmente e completamente a favore della Basilicata.Non sono sempre totalmente sicuro che ci riusciremo. Siamo all’articolo 126 della Costituzione che è proprio l’elemento conclusivo del mio ragionamento. Guardate, non utilizziamo questo argomento per il negozio della politica o, peggio ancora, per rappresentare la difficoltà e la crisi come una sorta di ascia che ha disposizione in qualsiasi momento per dire che va tutto male, è una responsabilità costituzionalmente incardinata su questo Consiglio, se votasse una mozione di sfiducia, e sul Presidente della Regione.Io però vorrei ricordare, soprattutto a chi ha richiamato più volte questa possibilità: c’è un fondamento nella democrazia, mi è venuto fra le mani in questi giorni, perché lo sta studiando mia figlia che è iscritta a Giurisprudenza, un libro di Norberto Bobbio che avevo letto venti anni fa sulla struttura della democrazia e che mi serve molto a spiegare che non dobbiamo nemmeno utilizzarlo questo argomento. La differenza tra un potere non democratico o, peggio, teologico e uno democratico sta proprio nella rappresentatività e nella durata dei mandati, quindi è un requisito fondamentale quello della durata, cioè non c’è più, come c’è stato nelle monarchie, la possibilità di essere a quel posto “usque mortem”, fino alla morte, come il Papa, nel caso del Capo della Religione.Allora, se la durata è uno dei fondamenti dei mandati della democrazia, mettere mano alla leggera a questo elemento è un incrinamento anche quello democratico, cioè la chiamata alle urne che noi brandiamo nei dibattiti è un elemento di poca democrazia se non lo facciamo con serietà e con attenzione. Il vostro ruolo e la vostra responsabilità e quella mia, ovviamente la mia la elaboro nella mia responsabilità e quindi il giorno in cui il Presidente della Regione sarà consapevole, ovviamente questa consapevolezza io spero che non venga alimentata così senza approfondimenti, ma che sia una consapevolezza istituzionale costituzionale vera, che non è più agibile il campo, in quel caso ha il dovere di interrompere e quindi di incrinare uno degli elementi fondanti della democrazia che è quella della durata stabilita in questo caso, temporalmente, in termini costituzionali. E lo farà, senza avvisi e senza annunci, perché voi sapete com’è semplice, almeno voi dovete votare. La stanza del protocollo del Presidente della Regione è a due porte dalla mia stanza, vado lì e non è che come in Sardegna che si prendono 30 giorni per dibattere. Noi non abbiamo fatto uno statuto nuovo e quindi non abbiamo recepito questa norma modulandola secondo le nostre esigenze e noi abbiamo uno statuto con il quale il giorno in cui il Presidente della Regione o voi questa sera, facciamo un esempio, decidiate di votare la mozione di sfiducia che è stata presentata dal centrodestra, a me è ancora più facile il protocollo, ed è sciolto. Mica si deve annunciare, discutere. Io ho ancora la remota… si vede anche il turbamento somatico che il Presidente della Regione ha manifestato in molti momenti del dibattito in questo Consiglio, però è una responsabilità grande, toccare i fondamenti democratici che sono alla base del nostro consorzio civile in questo paese. Allora uno deve riflettere e a me pare che fino ad oggi il campo non è del tutto impraticabile, non è un campo facile, ammetto, la minoranza coglie un elemento vero, ovviamente lo amplifica, lo indebolisce, perché lo strumentalizza, e non è che voglio fare il consulente della minoranza. Questa è la mia sensazione. La giornata di oggi dà un contributo di rafforzamento alla maggioranza, senza mozione, perciò alla fine del discorso, io vi dovrei addirittura ringraziare, perché senza la mozione di sfiducia saremo stati un po’ peggio, con molta sincerità. Io vorrei dire com’è nato questo Governo ed è nato sulla base di una valutazione di un Assessore autorevole, che è un uomo importante in un grande partito che ha aperto la discussione ovviamente dal primo giorno si è percepito che era una crisi complicata e che avrebbe avuto bisogno di molto tempo. Ad un certo punto il centro sinistra ha messo insieme una valutazione e sulla base di una proposta programmatica di fine legislatura che parla un po’ di tutte le cose che avete riassunto. E’ attuale ancora ritornare a fare un’azione comune a difesa del Mezzogiorno? Io penso di sì e non vi voglio trasferire l’eco del dibattito che c’è anche nella conferenza abbastanza trasversale. Penso che la rappresentazione soltanto, vorrei dirlo al centrodestra, di marca siciliana del Mezzogiorno non va giù a molta parte del gruppo dirigente anche del centrodestra e c’è un disequilibrio a favore della Sicilia che non so quanto ci guadagnerà, ma sicuramente c’è un disequilibrio a favore della Sicilia nelle iniziative nazionali che avrebbe bisogno di un’azione anche in questo caso del Consiglio, delle forze politiche. Se voi avete notato quando c’è stato il dibattito sugli emendamenti, il federalismo fiscale al Senato e quello sull’energia, i due emendamenti che hanno fatto così dibattere, io vi pregherei di leggere il comunicato stampa del Presidente della Regione che è un appello a lavorare insieme. Capisco che è a quattro-cinque mesi dalle elezioni amministrative che sono decisive per tutti, non è una cosa facile. Approvare il documento unico di programmazione che vi sarà trasmesso e spero che se la maggioranza lavora con la passione, proprio da qui a 15 giorni in Consiglio, è un atto importante, utile per la Basilicata. Io penso di sì. Siamo oggi in condizione di poterlo trasmettere perché la materia dei FAS, che è uno dei capitoli di questo documento unico di programmazione che ha un nome aulico ma che nella sostanza e nel format che ha deciso il CIPE ed è abbastanza agevole e sintetico come documento, solo oggi abbiamo a disposizione gli elementi finanziari, nemmeno tanto precisi e nemmeno tanto intoccabili sembrerebbe fino a questo momento dei fondi FAS per proporvi un documento dove gli obiettivi che erano del programma operativo 2007-2013 e che erano nel documento strategico regionale vengono indicati con le poste finanziarie a fianco in maniera anche molto semplice. La legge sulla competitività l’avete richiamata anche voi ed è uno degli elementi che abbiamo messo in questa scheda di fine legislatura ed è utile approvare questo strumento ed io penso di sì. Appena approvato per mettere in campo tutto quello… ho visto che la Commissione dopo la mia audizione aveva in qualche modo accelerato. Il piano turistico regionale, all’ordine del giorno c’era la Giunta. Ritornare a parlare degli accordi di programma sul petrolio, mettere a punto e approvare il piano energetico ambientale che entro febbraio vi potremmo trasmettere. Insomma sono tutte questioni che sarebbero di agevole anche approvazione. Rifare il nuovo programma di cittadinanza solidale, consigliere Di Lorenzo, la Finanziaria regionale ha messo le risorse finanziarie, c’è una relazione che mi pare abbiamo già trasmesso al Consiglio di valutazione del precedente programma ed è possibile fare un nuovo programma per la povertà. Io non sottovaluterei nemmeno il tema dello statuto che io non ho messo la legge elettorale che mi rendo conto che è materia più di gruppi politici, di partiti politici e della dinamica consiliare. Ma anche lo statuto, più volte il Presidente del Consiglio ci ha richiamato a questa possibilità. Non sottovaluterei una valutazione. Io sono in condizione di trasmettere una bozza di disegno di legge anche sulla centrale unica degli appalti, che ovviamente potrete valutare. Io penso che in questa regione nella quale si sono applicate varie tipologie anche di scienze sull’etica, sulla moralità pubblica, alle quali abbiamo reagito molte volte per l’ingiustizia del proponimento che si faceva non soltanto a livello regionale anche a livello nazionale. La Regione Basilicata, la politica ha il dovere non soltanto di rafforzare i comportamenti, l’etica della responsabilità che è materia politica e di coscienza. Sarebbe utile mettere in campo anche provvedimenti che possono in qualche modo arginare possibili infiltrazioni e le esperienze che abbiamo in lungo ed in largo nel nostro paese e nel mondo ci dicono che la moltiplicazioni di centrali che fanno attività di committenza e di appalti pubblici è di per sé un rischio potenziale sulle procedure e sui meccanismi. Noi abbiamo fatto delle proposte che sono tutte a portata di mano e abbiamo discusso su tutto ciò in questi giorni. Ovviamente insomma il destino di queste proposte è totalmente nella mani del Consiglio. Io spero che ci sia questa volontà, si assumano queste decisioni perché un anno e mezzo o un anno e qualche mese di vita in questo Consiglio è ancora molto produttiva. Il 2008, vorrei ricordare questa volta alla maggioranza, il 2008 anche nelle gravi difficoltà politiche, una campagna elettorale per le politiche perse, è stato l’anno che ha prodotto la più grande quantità di riforme forse nella storia della Basilicata, perché ci fu… Il 2008, vorrei ricordare questa volta alla maggioranza, il 2008 anche nelle gravi difficoltà politiche, una campagna elettorale per le politiche perse, è stato l’anno che ha prodotto la più grande quantità di riforme forse nella storia della Basilicata, perché ci fu un sussulto di azioni della maggioranza. Se noi ci mettessimo in cammino, in pochi mesi potremmo facilmente raggiungere questi obiettivi. Insomma, penso che questa è la nostra responsabilità. Ovviamente c’è sempre il dibattito sull’articolo 126. Io lo dico al Consiglio, io non avviso nessuno, perché è prerogativa se dovessi deciderlo, quando riterrò che il campo è impraticabile, mica apro un dibattito. Mi porto nella stanza affianco alla mia e la protocollo. Quindi è inutile che la discutiamo questa, lo dico con molto rispetto per la vostra funzione. Ovviamente, da qui a qualche minuto siete in condizione di farlo con la serenità e con la responsabilità che questo momento vi potrebbe offrire in termini non so se di opportunità o di rischio, diciamo, secondo come la si vuole vivere. Io penso che noi dobbiamo stare ancora qui, perché mi sembra che il campo non è del tutto impraticabile, ci sono molti problemi. Ho sentito con le stesse orecchie vostre il dibattito che c’è stato questa sera. Ci sono novità nella maggioranza che è partita in un certo modo, la posizione del consigliere Mollica, la posizione del consigliere Fierro che non c’è questa sera, la posizione del consigliere Mastrosimone, la posizione del consigliere Rocco Vita, le posizioni critiche ma ancora più legate ad un filo di responsabilità con la maggioranza, della Simonetti e dello stesso Giacomo Nardiello. La rinascita di un nuovo gruppo che per mano del consigliere Falotico, sono sicuramente cose, non so se è una grande coesione e non so nemmeno se è una grande divisione ancora. Vedendo quello che succede in lungo e in largo sono ancora fiducioso che si può fare qualcosa. A me non sfugge che c’è questo dibattito. Noi siamo qui, non ho citato tutti gli altri uomini del governo, perché per vostra fortuna li conoscete, spero che sia per vostra fortuna, perché hanno svolto in questi mesi un’attività positiva. C’è un governo disponibile a fare e ve lo dico con molta amicizia, c’è un Presidente ancora al servizio della Regione". RESPINTA LA MOZIONE DI SFIDUCIA AL PRESIDENTE DE FILIPPO Il Consiglio regionale della Basilicata, che si è riunito oggi a Potenza, ha proceduto alla definitiva convalida della elezione dei consiglieri regionali Adeltina Salierno, Antonio Tisci, Michele Napoli e Innocenzo Loguercio, subentrati, nello scorso mese di giugno, ai consiglieri Maria Antezza, Cosimo Latronico, Carlo Chiurazzi ed Egidio Digilio, eletti in Parlamento. In apertura dei lavori il presidente De Franchi ha informato che il consigliere Gaetano Fierro ha aderito al gruppo consiliare dell’Udc e il consigliere Roberto Falotico ha aderito al gruppo consiliare “Uniti nell’Ulivo”.In seguito, l’Assemblea, per l’attività di controllo, ha approvato a maggioranza la variazione al bilancio di previsione per il 2008 del Parco naturale di Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane, e la variazione al bilancio di previsione 2008 dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Potenza. All’unanimità, invece, è stata approvata la richiesta di chiarimenti in merito alla variazione di assestamento al bilancio di previsione 2008 e utilizzo dell’avanzo di amministrazione del Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del Materano. E’ seguita una lunga discussione sulla mozione di sfiducia presentata dal centrodestra nella precedente seduta del 18 dicembre a margine dell’approvazione della finanziaria, nella quale sono intervenuti i consiglieri Lapenna, Mattia e Pagliuca (Fi-Pdl), Di Lorenzo (misto-Pdl), Ruggiero e Mancusi (Udc), Scaglione (misto-Pu), Mastrosimone e Mollica (Fpc), Flovilla (Centro Popolare la Rosa per la Basilicata), Nardiello (Pdci), Simonetti (Prc), Falotico (Uniti nell’Ulivo), Salierno e Restaino (Pd), Vita e Salvatore (Ps), Napoli (misto-la Destra) e Tisci (An).Subito dopo la replica del presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, l’Assemblea ha respinto la mozione di sfiducia. Diciassette i voti contrari (Pd, Uniti nell’Ulivo, Pdci, Prc, Cp Rosa per la Basilicata, Idv, gruppo misto Pu), 6 i voti a favore (Fi-Pdl, gruppo misto La Destra, An, gruppo misto Pdl) e 4 gli astenuti ( Mancusi e Ruggiero (Udc), Mollica (Fpc) e il presidente De Filippo). Al momento della votazione era assenti i consiglieri Mastrosimone (Fpc), Vita (Ps) e Fierro (Udc). La seduta del Consiglio regionale è stata aggiornata a domani, 28 gennaio. All’ordine del giorno un unico argomento la ratifica del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche nella Regione Basilicata. OGNI SETTIMANA LA GIUNTA REGIONALE SI RIUNIRA' DUE VOLTE Ogni settimana la nuova Giunta regionale si riunirà due volte. Lo ha annunciato il Presidente De Filippo nella replica al dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dal Centrodestra e non approvata dal Consiglio.

venerdì 16 gennaio 2009

15/01/2009 Intervista Rai di Lacorazza: “Progetto ed alleanza ripartano da Matera”.

«C’è una dialettica, per la verità anche troppo effervescente, all’interno dei partiti e del PD. Io vorrei però che si restituisse con sincerità il carattere di questa discussione al progetto per questa regione ed ad una alleanza credibile per realizzare questo progetto. All’interno del PD ci sono le criticità e la dialettica di un grande partito in formazione, la nostra è una discussione aperta, anche gli organi di informazione hanno potuto assistere ad una direzione regionale né facile né scontata». E’ quanto ha dichiarato Piero Lacorazza segretario regionale del PD intervistato dal giornalista RAI, Edmondo Soave. Sul Centrodestra che chiede il voto anticipato Lacorazza ha voluto ricordare che “dal 2001 ad oggi hanno governato per sei anni l’Italia e poco e nulla è stato fatto per il Mezzogiorno e per la Basilicata. (per le imprese disattesi impegni e proclami, per le famiglie la beffa della social card, sul petrolio lo scippo di competenze e controllo, sul Parco della Val d’Agri un commissario senza intesa con la regione, il tentativo di dirottare i fondi FAS, i tagli alle politiche sociali ed infine sulla crisi e sulle crisi industriali annunci di tavoli e sottotavoli, etc.) Questa è la prova del Governo. Inoltre quegli stessi dirigenti che chiedono il voto anticipato sono il frutto di quindici anni di sconfitte della destra in Basilicata». Sollecitato sulle differenti visioni tra il Presidente De Filippo e il Pd, Lacorazza ha risposto che «non è in discussione la fiducia al Presidente De Filippo, semmai il “come” questa crisi, che si è aperta con le dimissioni di Folino e con l’azzeramento della Giunta da parte di De Filippo, restituisca ai lucani la costruzione di progetto per la Basilicata del futuro e la credibilità della politica e l’autorevolezza delle istituzioni per realizzarlo. Innanzitutto un progetto che faccia diventare questa regione più connessa (infrastrutture materiali ed immateriali), più competitiva (imprese che possano reggere alla sfida del mercato), più accogliente (lavoro e maggiore qualità della vita) e più giovane (in cui competenze, merito e sapere possano essere un tratto riconoscibile della Basilicata del futuro). (Per questo, a partire dalla riunione di maggioranza di lunedì, il confronto deve partire sul Documento Unico di Programmazione 2007/2013, sulle risorse naturali, sul sistema produttivo, sul welfare regionale e su un più virtuoso rapporto tra centro e periferia). I tempi, che spero siano brevi, e la formazione della Giunta scaturiranno anche dal confronto tra i partiti e nei partiti». «Penso, inoltre, che sia la necessità di porre le basi nelle prossime settimane per dare forza e credibilità ad una nuova fase della nostra regione. Penso, per esempio, che per fare questo è necessario ripartire da Matera città e dalla sua provincia. Ripartire proprio da dove questo processo si inceppato con la sconfitta al Comune. Partire da quel territorio e da quella città che hanno dato un contributo decisivo al dinamismo di questa regione e che oggi vive, come tutta la regione, una difficoltà». Significa candidare un esponente del Pd alla guida della Provincia? ha chiesto Soave. «Penso che un partito grande come il nostro, nel rispetto dell’alleanza e riconoscendo il lavoro di chi ha operato nel corso di questi anni, deve accettare la sfida e offrire la sua leadership, autorevole e vincente, per la guida della Provincia di Matera».

venerdì 19 dicembre 2008

Il Presidente De Filippo:discorso in Consiglio Regionale

DE FILIPPO: “DIFENDERE AD OLTRANZA LA TERRA DI BASILICATA”
18/12/2008 12.24.13[Basilicata] (
AGR) - Questo il discorso del Presidente della Regione De Filippo in apertura dei lavori del Consiglio Regionale di oggi, chiamato ad approvare la Legge Finanziaria:
“Signor Presidente, signori consiglieri, viviamo un tempo difficile e confuso.Un tempo in cui ogni parola, ogni responsabilità, ogni posizione sembra non avere più nessuna forza comunicativa. Nessuna pazienza a quel dovere di verità e di chiarezza a cui tutti noi dobbiamo pur essere chiamati se abbiamo fedeltà alla Basilicata e scelta nel suo futuro. Se abbiamo coscienza dei suoi valori intangibili e sicurezza della sua trasparenza democratica e della sua laboriosità.Eppure troppe cose sono accadute contro il corso felice del suo destino. E si sono addensate come nubi nere e così profonde da inghiottire anche il campo d’iniziative positive e di riforme con cui stiamo faticosamente cercando di migliorare la Basilicata, rendendola più vicina all’Europa dei nuovi diritti e dei nuovi cambiamenti. Forse ci vorrebbe davvero più coraggio e quasi cinica determinazione a difenderla contro l’aggressione mediatica e l’irruenza giudiziaria che ormai quasi quotidianamente irrompe sulla scena istituzionale e divide e confonde, arrivando con le sue insinuazioni e le sue maldicenze perfino al cuore più leale ed alla coscienza più tranquilla di ogni uomo. Fino a chiedergli quale sia il suo limite di sopportazione, di tenuta psicologica, di prova istituzionale da superare per cedere tutto, compresa la dignità. Perché, cari consiglieri, a tutto questo siamo stati sottoposti in questi bui anni di corso giudiziario. Un ventaglio d’inchieste aperto, costante, incalzante da cui ne siamo sempre usciti assolti e con cui ci siamo cimentati nelle aule del tribunale rivendicando correttezza amministrativa, rigore istituzionale ed onestà dei nostri comportamenti.E’ questo il merito di discussione e di riflessione a cui conduce la mia esperienza umana e politica e su cui intendo misurare tutto il mio tempo istituzionale e le mie scelte. E nonostante tutto lo devo dire con sincerità ed amarezza.Lo devo fare per la mia famiglia e per voi stessi che mi ascoltate. Sono stanco di quest’assedio continuo, ripetuto in cui s’intrecciano questioni diverse, talvolta palesemente disunite e non omogenee. Dove i commenti delle terze persone costituiscono le prove di reato addebitate e considerate evidenti e credibili. Perché di questo si tratta, cari consiglieri, soltanto di questo e di nient’altro.Un eventuale reato che non c’entra nulla con appalti e tangenti. Un ipotetico reato di rivelazioni del segreto d’ufficio e di favoreggiamento personale perché ho inteso non ricevere un imprenditore interessato alla partecipazione alla gara indetta da Total a cui in nessun modo ed in nessuna maniera ho mai dato indicazioni, appunti o segnalazioni, mantenendo com’è mia natura un atteggiamento istituzionale ben lontano da queste situazioni di facile commistione.Al riguardo leggo sulla stampa di una cena.Mi chiedo ci voleva molto a chiarire.Quante cene si fanno in un anno nel nostro mondo.Era il mese di settembre del 2007 a Piacenza fui invitato da un Consigliere Provinciale ad una cena non chiesi chi erano gli invitati, con collaboratori ed amici. Non so se erano 8 o 10. Tanti comunque. Arrivai tardi dopo gli incontri politici a Piacenza. Ed in effetti a tavola c’era questo noto imprenditore che tutti conoscono in Basilicata. Quando fui sentito dalla Questura diversi mesi dopo mi ero già dimenticato, umanamente di questa circostanza. D’altronde la mia buona fede è dimostrata dal fatto che i miei più stretti collaboratori sentiti hanno semplicemente ammesso questo fatto.Capita solo ai politici o gli amministratori di trovarsi a cena, a cerimonie pubbliche o private alle quali partecipano invitati che per attività potrebbero essere di imbarazzo per alcuni degli ospiti? Non mi pare. La domanda è invece cosa si è detto in questa cena. Siamo soltanto nel campo delle ipotesi. Ma mi chiedo si può fare un confronto tra quello che molto genericamente quell’imprenditore ha detto ad un’amica, mi pare, o quello che io posso affermare?La verità che in quella cena nulla è stato detto. Mai, mai, mai. Direi lo giuro davanti a questo Consiglio.Possiamo chiedere a questo imprenditore di cosa ha parlato con me?Quali sono state le mie risposte? Nulla di tutto ciò. Gettato in pasto nei famelici flutti della delegittimazione.Sono consapevole che c’è un campo quasi religioso della giustizia. Il reato quasi come il peccato.Il primo è collegato alla prova, il secondo solo alla coscienza.Si pecca in pensieri, parole, opere ed omissioni. Vale anche così per la civiltà del diritto?Di quale peccato omissivo mi sono macchiato facendo dietrofront?Ho arretrato su cosa? Io so, con grandissima convinzione, che non ho parlato mai di nulla con questo imprenditore e sfido giudici, consiglieri e anche Dio, per la mia coscienza, a dimostrarlo.Mai, Mai Mai mi sarei permesso di interferire in un’attività di una grande azienda come TOTAL e sono sicurissimo che questa circostanza sarà confermata nella storia di questa inchiesta.Ecco perché sono stanco di questo modo di procedere, in cui basta scorgere il mio nome e gridare allo scandalo, alla corruzione, al malaffare. Sono stanco di sperimentare a mie spese il peso di questo assalto e di viverlo in silenzio.Sono stanco dei titoli veloci, micidiali, senza appello dei giornali e delle lentezze di giudizio processuale in cui sono stato sempre costretto a rifugiarmi per dover difendere il mio onore e quello onesto e laborioso della Basilicata. Diversamente da tutto non credo che nella storia politica ed amministrativa di questa regione vi sia mai stata un’esperienza istituzionale sottoposta a questo continuo, interminabile stillicidio giudiziario. In cui vige l’unico teorema investigativo che è il controllo panottico: intercettazioni, gossip giudiziario, cattiva informazione. Naturalmente non chiedo sconti. Mi s’indaghi pure, sempre e dappertutto, ma pretendo almeno la condizione minima della democrazia: la rapidità processuale con cui una sentenza può liberare da ogni sospetto sleale ed infamante.Lo chiedo non solo per la mia persona e la mia credibilità politica.Ma per la dignità stessa a cui s’espone in queste vicende la nostra Regione.Per la sua storia di buona amministrazione ed il suo orgoglio di buon funzionamento democratico e legalitario. Per la sua diversità essenziale, direi quasi testardamente ontologica rispetto alla stagione infelice che sta vivendo il nostro Mezzogiorno.Mi rendo perfettamente conto come dentro la pancia mediatica di queste inchieste giudiziarie si nasconda anche un altro tema complicato, discusso, abusato come un grimaldello d’assalto.Il tema è quello del corretto utilizzo e della giusta consistenza percentuale delle royalties nel campo dello sviluppo regionale e dei suoi effetti di ricaduta territoriale ed economica. Anche qui un po’ di cronologia istituzionale fa bene alla nostra memoria e soprattutto aiuta il nostro giudizio di comprensione e di critica. La Basilicata con la scoperta dei giacimenti petroliferi ha dovuto fare i conti con una normativa nazionale insufficiente e totalmente inadeguata. L’Italia stessa non era preparata ad una scoperta così ampia e consistente. Così il pressing istituzionale che Bubbico, io e molti altri abbiamo condotto ha assicurato un primo campo di risultati positivi, importanti per la crescita della nostra regione. Adesso però c’è bisogno di aggiornarli e di renderli coerenti dentro un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni. Un quadro capace di intervenire efficacemente anche sull’innalzamento dei diritti percentuali delle royalties da versare.Un quadro di una nuova e corretta triangolazione che vede Stato-regione-compagnie petrolifere lavorare congiuntamente dentro un’intesa forte e bipartisan che faccia azioni di lobbying istituzionale per una nuova questione del petrolio lucano.Ma anche qui, cari consiglieri, è bene non nascondersi dietro un dito e vedere la prospettiva utile. La partita delle risorse finanziarie che derivano dal petrolio è totalmente insufficiente per avviare un ciclo stabile di azioni di sistema e di miglioramento significativo. E sono le cifre, non la retorica comunicativa di De Filippo a dirlo. Ma quale Lucania saudita o Texas d’Italia?E’ noto ormai a tutti che è soltanto dal 2007 che la Basilicata riceve in assegnazione la quota delle royalties pari a 50 milioni di euro e successivamente in linea con il riferimento internazionale del brent fino a 70 , 80 milioni. Ma cari consiglieri vi sembrano pochi o molti?Lo sapete quanto costa il completamento di una strada provinciale?O l’entità del pacchetto attivabile dai Fas o dai fondi comunitari?Mi chiedo quante cassandre ha la Basilicata? Quanti sono i suoi detrattori ed i suoi critici. Quelli che pretendono di avviare uno sviluppo duraturo con un impegno finanziario così ridotto! Sono questi i temi entro cui collocare la nostra discussione, cari consiglieri e con cui fare anche molta autocritica.Perché si può cambiare. Si deve cambiare. Mi continuo a chiedere quanto ci è costato in questi anni il contributo di responsabilità che la Regione Basilicata ha assicurato al bilancio energetico nazionale?Possiamo passare alla storia dopo inchieste giudiziarie e risorse così tante irrisorie? Io dico di no! E la Basilicata può essere anche disposta a bloccare definitivamente il suo contributo di risorse e di attività petrolifere a favore dello Stato. Lo si può fare!Per questo dobbiamo lavorare per migliorare i contorni ed i termini di queste vicende su cui è ormai è quasi d’obbligo consumare parole nette, posizioni chiare, unità politiche. E’ tempo di cambiare. E’ tempo di caricarsi tutti assieme una responsabilità nuova e maggiore per un patto di crescita e di coesione che assicuri desideri realistici e buone ambizioni alla Basilicata. Un patto che lavori in direzione dello sviluppo condiviso, dell’uso valoriale e sostenibile delle risorse naturali e dell’efficacia delle loro ricadute territoriali a vantaggio reale delle popolazioni. Un patto che faccia proposte innovative ed ineccepibili sotto il profilo degli interessi generali e della tenuta etica come può essere anche la costituzione di una centrale unica degli appalti regionali, con un comitato di sorveglianza autorevole ed allargato, anche all’esperienza di chi ha svolto funzioni in altri poteri dello Stato, in grado di uniformare le procedure, di vigilare costantemente e di sottrarre gli appalti regionali allo spacchettamento dei vari enti pubblici e regionali presenti sul territorio, togliendo dal campo della politica anche il più esile filo d’ombra in queste attività.Io credo che chi amministra non sarà affatto geloso di cedere queste incombenze e queste prerogative.Ci sono le energie morali sufficienti e le determinazioni politiche adeguate per disegnare tutti insieme il ruolo che la Basilicata vuole avere dentro questo nuovo mondo, assicurando ad essa un governo forte, coeso, autorevole che dovrà proseguire la difesa ad oltranza della nostra bellissima ed amata terra”.

giovedì 5 giugno 2008

APPROVATO IL BANDO A SOSTEGNO DELL’IMPRENDITORIA GIOVANILE

APPROVATO IL BANDO A SOSTEGNO DELL’IMPRENDITORIA GIOVANILE La Giunta stanzia oltre due milioni di euro 05/06/2008 10.20.11 [Basilicata] Approvato dalla Giunta regionale - su proposta dell’assessore all’Agricoltura Roberto Falotico - il bando a sostegno dell’imprenditoria giovanile che prevede agevolazioni per gli operatori del settore, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola. L’opportunità è per tutti coloro che, avendone i requisiti, risultano iscritti alla Camera di Commercio, come capo dell’azienda, dal 1° gennaio 2003. Ogni beneficiario avrà diritto ad un premio pari a 20.000 euro che verrà erogato in un’unica soluzione subito dopo l’istruttoria delle domande che saranno evase in ordine di arrivo al protocollo unico regionale. Il bando è “a sportello”, vale a dire che manterrà la propria validità fino all’esaurimento dei fondi, che al momento sono pari a 2.125.170,00 euro ma che, in futuro, potrebbero essere incrementati. La scadenza, comunque, non andrà oltre il 30 settembre 2008. Secondo l’assessore Falotico “L’insediamento dei giovani in agricoltura rappresenta un importante strumento della politica di sviluppo della nostra regione. Favorire il ricambio generazionale significa migliorare la capacità imprenditoriale e professionale delle aziende che, tramite l’inserimento di giovani imprenditori, saranno sempre più pronte ad affrontare le sfide dei mercati. Questo bando – ha concluso l’assessore all’Agricoltura - è solo un primo passo che porta verso l’attuazione di una strategia che sarà attuata con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale, per dare risposte concrete ai giovani che operano in un settore di primaria importanza per il territorio”. Per informazioni rivolgersi all’URP del Dipartimento Agricoltura o telefonare al contact center regionale.